A Conselice dovevano veramente adorarli quegli insetti per arrivare a dedicargli un monumento. Anzi due, visto che dedicato alle zanzare ne hanno realizzata una piccola (che originariamente era vicino all’altra iconica scultura, quella del ranocchio) e una gigante, entrambe collocate in una piccola area verde, rimasta allagata. Come lo è stata tutta la zona. E infatti ora in paese regna l’incubo zanzare, che rischia di diventare una fobia.
A sentire le critiche di chi vi abita sembra che l’intervento straordinario di disinfestazione tramite adulticida predisposto dall’Ausl per scongiurare la proliferazione di zanzare adulte e i relativi rischi infettivi, non abbia sortito gli effetti sperati.
È stato effettuato il 6 giugno scorso nelle aree verdi pubbliche e in quelle private confinanti e prevedeva anche il monitoraggio con trappole a CO2 nelle porzioni di territorio ancora allagate, per valutare la necessità di ulteriori interventi.
Tuttavia, le abitazioni sono diventate dei veri e propri ring nei quali il match contro quegli insetti è all’ultimo sangue.
«Ma come si fa a vivere in questa maniera? – si lamenta Giuliana –. Sono invasa da milioni di zanzare, ogni giorno passiamo l’insetticida ma sembra non avere effetto, quindi a spese mie ho chiamato i disinfestatori. Ho contattato il Comune e mi è stato detto che i trattamenti sono stati fatti nel centro abitato; scusate ma chi vive in campagna o fuori dal centro come deve fare? Siamo cittadini di serie B? La situazione è diventata invivibile».
E così non resta che armarsi di soldi, in primis, e cercare dei prodotti per sterminarle. Magari conservando gli scontrini e, come suggerisce qualcuno, farsi rimborsare dall’Amministrazione comunale verso la quale si scagliano in molti.
«Sono stata in Comune per una richiesta di disinfestazione e mi è stato risposto che a Conselice è stata fatta – aggiunge Terry da via Gardizza –. Visto che pago le tasse, chi fa quei trattamenti a me che non abito in centro? Io ci sono per farci riconoscere quello che ci devono».
«Anche io mi sono dovuto arrangiare e comprare prodotti specifici – le fa eco Alberto dalla sua abitazione in via Paolo Fabbri –. Qui siamo stati completamente allagati per 12 giorni e ora l’acqua è in qualsiasi angolino. Servirebbero trattamenti più frequenti, anche perché dobbiamo tenere porte e finestre aperte per contrastare l’umidità».
«Le zanzare sono grosse e ti massacrano, ma ti devi arrangiare – conferma Marika, che assieme al compagno Maikol vive in via Giuseppe Di Vittorio, a poche decine di metri del monumento attualmente più detestato –. Zampironi ovunque, insetticidi e qualche zanzariera di fortuna, perché per arieggiare la casa devi tenere tutto spalancato. Ed è così per tutto il vicinato. Un vero inferno».