Pilates, un metodo per il riequilibrio di corpo e mente

«Erano gli anni duemila, l’epoca d’oro del fitness e dell’aerobica, quando cominciò a diffondersi anche da noi il Pilates – racconta Marinella Freschi, Insegnante del metodo, attiva a Riolo Terme e tra Ravenna e Faenza -. Erano tempi in cui l’obiettivo era fare fatica: lo sforzo determinava il risultato, mentre il Pilates portava lentezza e dolcezza del movimento, in totale controtendenza».

La tecnica prende il nome dal suo creatore: «Si tratta, prima di tutto, di una tecnica posturale – continua Freschi -. Il suo inventore, nato in Germania alla fine dell’800, soffriva di febbre reumatica e proprio per controbilanciare un corpo particolarmente debole e una salute cagionevole, si dedicò a molti sport come lo sci, la boxe e la ginnastica. Si interessò alla medicina, alle tecniche orientali e all’analisi dei movimenti degli animali. Pilates constatò che l’uomo è l’unico animale ad assumere posture scorrette; gli altri animali, invece, dimostrano un uso armonioso di tutti i muscoli. Negli anni ‘20 il suo metodo, nato per riequilibrare la postura e portare beneficio all’intero organismo, venne utilizzato anche nella danza contemporanea per rinforzare e riabilitare il corpo dei danzatori. È stato quello un periodo di grandi cambiamenti culturali, in cui è nata la visione olistica della salute della persona».

Inizialmente questa nuova disciplina venne denominata Contrology: «Pilates la definì la scienza del controllo, cioè la capacità di coordinare i movimenti attraverso la consapevolezza e di promuovere la sinergia corpo-mente».

Il Pilates si basa su una serie di principi: «Non si può passare all’esercizio successivo se non si padroneggia quello precedente. Questo è un concetto base del Pilates, che procede per gradi, senza forzare. Il controllo è legato alle facoltà percettive del corpo rispetto al sentire il movimento dei muscoli e delle articolazioni. Il secondo principio riguarda la respirazione, che permette la riossigenazione dei tessuti e ha la facoltà di migliorare la capacità cardiaca, di purificare il sangue e di sviluppare i polmoni. Per ogni esercizio esiste un tipo di respirazione specifica».

Un terzo principio fondamentale riguarda l’isolamento: «Si lavora con una parte del corpo, mantenendo statiche le altre. Quindi, una parte è impegnata nella mobilità e il resto nella stabilizzazione. A entrambe è riservata attenzione e consapevolezza; questa modalità di lavorare sul corpo migliora anche la concentrazione».

Tra gli altri principi ci sono la precisione dell’esecuzione, la ripetizione, la visualizzazione e la fluidità del movimento: «Nel Pilates si dà molta attenzione al baricentro, il fulcro del controllo, che corrisponde alla zona tra il diaframma e il bacino. È proprio da qui che secondo Pilates, nasce l’energia psicofisica, che permette il controllo del movimento e di conseguenza la consapevolezza del proprio corpo e una giusta postura».

Ha alcuni punti in comune con lo yoga, ma per altri versi se ne distacca: «Pilates prese spunto anche da questa disciplina, ma, a differenza dello yoga, il Pilates si basa su pochi esercizi di “Mat Work” svolti a corpo libero e con piccoli attrezzi che vengono ripetuti in serie brevi o con l’utilizzo di macchine specie nella riabilitazione, che rimane uno dei suoi scopi principali».

È adatto e soprattutto adattabile a tutti: «Durante le lezioni, tutto il corpo lavora ed è sempre attivo anche nelle posizioni più statiche o in quelle definite neutre, in cui vengono rispettate le curve naturali, come nella zona lombare, per esempio. La maggior parte degli esercizi si svolgono a terra sdraiati, ma non mancano quelle in quadrupedia e seduti. I benefici maggiori riguardano la tonificazione della muscolatura profonda e la mobilità articolare. Si tiene sempre conto delle necessità dei singoli: nella mia esperienza ho visto persone che soffrono di fibromialgia, di artrite reumatoide, di sciatalgia e cervicale, addirittura di sclerosi multipla, trarre giovamento dalla pratica. Il Pilates permette un riequilibrio globale del corpo, ma apporta benefici anche a livello mentale, ripristinando un contatto tra mente e corpo. Proprio per questo viene utilizzato anche come supporto nella psicoterapia».

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