Rimini, no vax denunciato per interruzione di pubblico servizio

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Il contatto con una persona risultata positiva al Covid emersa dal tracciamento, gli era “costata” il 3 maggio del 2021 la convocazione per essere sottoposto ad un tampone al drive trough dell'ospedale Infermi di Rimini. Il 61enne, già “schedato” dal servizio di Igiene pubblica dell'Azienda Usl come No vax, quando si è trovato a tu per tu con il personale infermieristico ha chiesto con insistenza di essere informato sul nominativo del potenziale “untore”. Al rifiuto per motivi di privacy ha quindi iniziato ad urlare di voler leggere il bugiardino del tampone che gli avrebbero fatto. Al secondo rifiuto ricevuto è risalito in auto e l'ha messa di traverso sulla rampa d'accesso del pronto soccorso, impedendo di fatto per 40 minuti circa il normale svolgimento dell'attività. Da qui la denuncia per interruzione di pubblico servizio fatta dalla Polizia da cui deve difendersi davanti al Tribunale di Rimini assistito dall'avvocato Luca Nebbia. Nell'udienza di martedì mattina il giudice avrebbe dovuto visionare la ripresa fatta con il cellulare dall'imputato, utile per stabilire se effettivamente come sostiene l'accusa la sua azione abbia creato un disagio a numerose persone (come verbalizzato dal personale dell'Ausl in servizio quel giorno) tale da giustificare l'accusa di interruzione di pubblico servizio o se invece la presenza di persone in attesa di essere sottoposta al test fosse molto contenuta come sostiene l'imputato. Il processo è stato aggiornato al prossimo novembre.

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