La Cesena che riparte. Mercadini: "Entri e non sai di chi è la casa che stai pulendo, una sensazione incredibile"

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In questi giorni in cui Cesena è attraversata in tutti i punti da gente sporca di fango con le pale in mano, Roberto Mercadini che si fa avanti in zona San Rocco a fare il suo lavoro da volontario potrebbe passare inosservato. Un uomo tra le centinaia di uomini e donne che si spostano su e giù tra via Ex Tiro a Segno, via Malta, via Tunisi e tutte le altre. Ma Mercadini, che è un cesenate d’origine, lo si nota perché ha un volto molto riconoscibile ed è ormai popolarissimo. Ieri mattina, come migliaia di altri cittadini in giro per la città, si è messo un paio di scarponi e ha iniziato a pulire il fango in un condominio di via Malta. L’ingegnere, oggi scrittore, poeta, monologhista e divulgatore non ha potuto non notare quell’indole che forse è proprio tipica dei romagnoli. «Quello che ho percepito è stato un clima di grande comunità, più che di disperazione. Sì magari ogni tanto mentre si lavorava qualcuno sospirava e diceva “che disastro” ma poi tornava a fare il proprio lavoro. Anche se non ci siamo messi a cantare Romagna Mia, ho sentito un calore umano e un senso di appartenenza che è di questi posti». Che è quello che ha spinto i tantissimi volontari, di ogni età a fare il proprio dovere. Forse può sembrare che non sia niente di straordinario, ma anche Mercadini ha notato un grande spirito negli occhi dei tanti giovani che ha incontrato: «Alla fine siamo tutti lì a fare il nostro e quindi non ti accorgi neanche di chi è la casa che stai pulendo. Poi ti vengono a offrire un caffè e ti accorgi che hai accanto la proprietaria di casa con cui hai scambiato una battuta. Più che la tristezza, in queste persone ho visto la laboriosità». Proprio nel quartiere Oltresavio, a poche centinaia di metri in via Caprera, si trova anche la storica casa editrice “Il Ponte Vecchio” di Marzio Casalini, che è stata praticamente sommersa dall’alluvione, che ha distrutto oltre 9.000 libri. Lì è dove è iniziata in parte anche la storia di Mercadini, che grazie a “Il Ponte Vecchio” ha pubblicato i suoi primi saggi, tra cui “Rapsodie romagnole” e “I misteri di Cesena”. «Non ho avuto modo di passare da lì, perché ieri mattina la via era piena di gente e ho pensato di dare una mano dove c’era più bisogno. Ma vedrò di farlo e magari pensare anche a come aiutare. Ci sono miei libri che sono ancora de “Il Ponte Vecchio” e che potremmo provare a pubblicizzare anche attraverso i miei canali social». «Quella che ho visto ieri - conclude Mercadini - è stata davvero una situazione surreale. Tutte queste strade piene di pile di roba coperta dal fango creano un paesaggio estraniante. Da vicino non è spaventoso come quello che abbiamo visto in televisione durante l’esondazione, ma immagini come la frana che ha sradicato parte della collina di Sorrivoli non credo che le potremmo mai dimenticare».

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