Caparra di duemila euro versata prima delle festività natalizie dello scorso anno per un automobile in pronta consegna non ancora arrivata dopo più di otto mesi. Spinto anche da un servizio che la trasmissione “Striscia la notizia” ha dedicato a questo genere di truffa, il medicinese Cristian Loria ha deciso di rivolgersi agli avvocati e all’associazione dei consumatori Atecon per farsi restituire i soldi dalla concessionaria della provincia di Modena a cui si era rivolto.
Contatti senza riscontro
«Ho sottoscritto il contratto per l’acquisto dell’automobile il 18 dicembre e la concessionaria me l’avrebbe dovuta consegnare nel mese di gennaio – ripercorre Loria –. Nei primi giorni dell’anno ho cercato di contattare il titolare, perché è stato lui a vendermi l’auto, perché nessuno mi aveva ancora telefonato per incontrarci per la firma del finanziamento, nonostante il ritiro dell’automobile fosse imminente». A fronte del silenzio totale da parte della concessionaria, «ho deciso di segnalare il problema direttamente alla casa automobilistica – aggiunge –, contattandola in più di un’occasione: l’8 e il 15 febbraio, l’11 e il 14 marzo e il 21 aprile. E la stessa casa automobilistica ha ammesso di avere problemi a contattare la concessionaria nel corso di diverse telefonate del 12 aprile». Non riuscendo comunque a ottenere un qualsiasi riscontro, e con la data di consegna dell’auto che continuava a spostarsi in avanti, «ho inviato un messaggio di posta elettronica certificata alla concessionaria il 22 aprile – continua – per poi scegliere di affidarmi agli avvocati e a un’associazione per la tutela dei consumatori e chiedere la diffida a procedere con il contratto che ho firmato».
La diffida
Inviata dall’associazione Atecon di Milano sia alla concessionaria sia alla casa automobilistica il 4 luglio, la diffida chiedeva di «versare entro e non oltre dieci giorni dal ricevimento della presente la somma di 4.000 euro, corrispondente al doppio della caparra versata – si legge nel documento –, trasmettendo all’associazione la contabile di avvenuto pagamento». E «nel caso in cui non fosse soddisfatto quanto richiesto, il nostro associato e noi come associazione ci rivolgeremo a tutte le sedi ritenute opportune a far valere tali diritti – aggiunge – oltre che a richiedere eventuali danni subiti e subendi in corso di quantificazione». Ad oggi, però, anche in questo caso il tempo è passato senza alcuna risposta della concessionaria.