Imola, sinergia Comune-aziende per incentivare l'uso delle bici

Archivio

Più pedali più risparmi, anzi guadagni. Per promuovere la mobilità sostenibile e cambiare le abitudini degli imolesi è strategico considerare anche i percorsi casa-lavoro. Punta a questo il progetto Bike to work Imola, presentato ieri in conferenza stampa. Grazie a un incentivo economico fino a 50 euro al mese, i dipendenti delle aziende che avranno firmato un accordo col Comune forse ci penseranno due volte prima di prendere l’auto, contribuendo magari anche allo sviluppo dell’infrastruttura ciclabile comunale.

Tramite Wecity, l’applicazione necessaria a ottenere l’incentivo col sistema di localizzazione Gps, sarà infatti possibile anche segnalare la sicurezza percepita del percorso fatto e l’Amministrazione potrà studiare gli itinerari più frequenti. Di certo un’opportunità le aziende che già prevedevano o volevano inserire nel proprio welfare aziendale misure per la mobilità sostenibile, i cui mobility manager sono stati coinvolti fin dalla progettazione.

Il progetto

Grazie alla collaborazione degli assessori imolesi alla Mobilità sostenibile Elisa Spada e allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini, il progetto è iniziato nel 2021 e quest’anno giunge alla sua fase esecutiva, per un valore di oltre mezzo milione di euro: 338mila dalla Regione Emilia-Romagna, di cui 300mila per le infrastrutture e i restanti per gli incentivi, e 250mila euro dal Comune, comprendenti alcune spese per realizzazione del sottopasso di Via della Cooperazione. «Per il prossimo anno aspettiamo la strategia regionale ma stiamo già facendo verifiche per le disponibilità – ha affermato Spada, presentando il progetto che punta su tre cardini –. La comunicazione, affidata al sito creato appositamente per far conoscere ai lavoratori e alle aziende il progetto (www.imolabiketowork.it), curato da Extragiro. Le infrastrutture necessarie a sbloccare i flussi, come i sottopassi N8 e di Pontesanto, e a rendere più vivibile la ciclabilità in zona industriale, per esempio col tratto in sede propria in via 1° Maggio, e la partecipazione».

Le aziende

Per far sì che la rete imolese di ciclabili lunga 100 chilometri venga usata da più del 10% delle persone come è ora, «è stato strategico lavorare con i mobility manager delle aziende. Con loro abbiamo istituito un tavolo in espansione in cui vi sono tra le altre Cefla, Sacmi, Eurovo, Teapak, Cooperativa Ceramica, Tazzari, Irce ma anche Montecatone, Hera e l’Ausl» ha detto Spada.

Per entrare nel progetto le aziende sopra i cento dipendenti devono predisporre un Piano di spostamento casa-lavoro e stipulare un accordo col Comune. Inoltre, «Abbiamo ricevuto oltre mille risposte coi questionari distribuiti in collaborazione coi mobility manager del progetto Transit e sono in linea con queste azioni. I lavoratori hanno proposto forme di incentivi, un’attenzione alla sicurezza e ai benefici per la salute», ha concluso Spada.

Tra una settimana si aggiungerà anche Imola nella mappa di Wecity, l’applicazione su cui correrà il progetto Bike to work del Comune di Imola cofinanziato con i fondi regionali. Scaricando l’applicazione e autenticandosi con il codice fornito dalla propria azienda, i lavoratori potranno così mostrare quanti chilometri avranno deciso di pedalare anziché percorrere in auto. In cambio riceveranno direttamente sul proprio conto un incentivo trimestrale: 20 centesimi al chilometro fino a un massimo di 50 euro al mese.

L’applicazione sarà utile anche per l’Amministrazione: «Il sistema permette di votare la percezione della sicurezza dei percorsi assegnando da 1 a 5 stelle – fa sapere Paolo Ferri di WeCity – aggiornamento automaticamente la mappa imolese visibile nella sezione Bikesafe del nostro sito e colorando di rosso i percorsi giudicati meno sicuri». Sul proprio profilo si potrà anche vedere il risultato immediato del proprio impegno, e cioè quanta anidride carbonica si è risparmiata grazie all’uso della bici.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui