Imola, la rabbia del comitato Tre Monti: "Basta giochetti politici"

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«In questi anni la Regione e i diretti interessati all’affare non hanno mai smesso di lavorare per riavviare il conferimento nella discarica Tre Monti, nonostante dichiarassero pubblicamente il contrario. Basti pensare che Bologna, nel 2020, fece riaprire la conferenza dei servizi per il completamento della sopraelevazione del terzo lotto tentando di aggirare le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. Visti però i problemi autorizzativi non rimaneva che risolvere la questione andando al Consiglio dei Ministri che, nella seduta del 11 maggio, ha dichiarato inammissibile la pratica e rimandato il tutto alla Regione». Non le manda a dire il Comitato “Vediamoci chiaro”, formato dai cittadini contrari alla riapertura e sopraelevazione della discarica imolese, sull’iter che da anni sta interessando il sito di stoccaggio dei rifiuti sulle prime colline fuori città.

Ma non solo. Il Comitato ce l’ha anche con Roma visto che sottolinea che la decisione del Governo sia «solo una mossa politica utile a togliersi dall’imbarazzo e che rimette in mano a Bonaccini la questione. Ora c’è da scommettere – aggiungono – che la cordata Bonaccini, Panieri, Hera e ConAmi ritenterà di portare nei colli imolesi altri 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. Ormai, più che una scommessa, è una certezza».

Alla luce di questa posizione fortemente contraria questi cittadini rimarcano come sia giunto il momento di dire «basta ai giochetti politici di scaricabarile delle responsabilità, basta ai contenuti tecnicamente vuoti e tristi, basta con i conflitti di interesse. Ora serve un piano di indagine – proseguono - un avvio immediato del post mortem e l’avvio di una indagine sanitaria per tutelare e non contare a posteriori malattie, morti o danni ambientali. A Imola si muore di alcune malattie più che nel resto d’Italia e della Regione e, questo fatto, pare non interessare a nessuno dei controllori. Ricordiamo inoltre che le amministrazioni e gli enti di tutela come Ausl e Arpa, non hanno mai avviato uno studio specifico di analisi dell’inquinamento rilasciato dalla discarica e degli impatti sanitari causati alla popolazione esposta, come invece noi cittadini e numerosi esperti chiediamo da otto anni».

Infine conclude il Comitato «invitiamo chi di competenza ad accertare un eventuale danno erariale visto il lungo coinvolgimento degli enti pubblici a vantaggio di interessi privati».

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