Eletto e riconfermato alla guida del Sib regionale, il sindacato degli imprenditori balneari della Confcommercio, Simone Battistoni. A livello nazionale sarà chiamato a far parte della giunta. Per Simone Battistoni - che è anche presidente della Cooperativa stabilimenti balneari di Cesenatico - è il terzo mandato a rappresentare i bagnini e i concessionari delle quattro province della regione: Ferrara, Ravenna, Forlì, Rimini.
Battistoni è stato eletto alla guida del Sib con voto unanime nella sede di Confcommercio Cesenatico, dove si sono riuniti i 12 delegati dei bagnini, concessionari delle quattro province. Oltre ai delegati erano presenti il presidente onorario Sib, il cervese Giancarlo Cappelli, e il presidente Ascom, Giancarlo Andrini.
«Si è trattato di una votazione di secondo livello, dato che i soci Sib delle quattro province eleggono tre delegati ciascuno, i quali a loro volta eleggono il presidente regionale Sib - dettaglia Simone Battistoni -. Così è maturato quest'altro mandato, che dà continuità dopo dieci anni. Giunge in un momento di grande incertezza e più ancora delicatissimo per le nostre aziende e concessioni balneari. Il presidente regionale rappresenta in giunta a Roma gli iscritti Sib dell'Emilia Romagna. Non si tratta solo di rappresentare i bagnini, ma tutti i concessionari del demanio marittimo: chioschi, ristoranti, licenze noleggio pedalò, eccetera».
Problema numero uno da affrontare sarà l'applicazione della direttiva Bolkestein. «Adesso c'è da concordare come Sib nazionale un norma con il governo che consenta di applicare la legge quadro. C'è un “tavolo” aperto con il governo i cui lavori saranno terminati a breve ad ottobre. Dal tavolo è emerso che la risorsa spiaggia nel nostro Paese c'è e non è scarsa. A questo punto il governo dovrà emanare una legge di riordino dell'intero sistema, dove trovi soluzione tanto la salvaguardia delle concessioni, senza mettere in gioco le attuali 20mila a livello nazionale di cui 1.600 in Emilia Romagna, quanto la libera concorrenza. Facendo nuove concessioni ad impatto zero sul suolo; creando al contempo nuovi posti di lavoro, agevolando il lavoro giovanile e femminile».
«Comunque oltre al tema della salvaguardia delle aziende - aggiunge - ce ne è uno strettamente legato alle politiche turistiche. Le aziende, da una quindicina di anni oramai, non avendo certezze, sono ferme in ordine agli investimenti. È ritornato il tempo di farlo per reggere le sfide e le innovazioni del mercato del turismo».
Sulla stagione 2023 appena conclusa «è stata una stagione complicata, sebbene alla vigilia dell'estate si potesse parlasse di prospettive stratosferiche. È partita male. Insidiata dai problemi economici per le famiglie: tassi dei mutui in rialzo, inflazione, rincari generalizzatati, i cui effetti maggiori si abbattono sulla nostra fascia di clientela, quella che frequenta le nostra spiagge, che è la cosiddetta classe media. Poi si è aggiunta l'alluvione in Romagna che ha colpito duro nell'entroterra, in collina come in pianura. Possiamo tuttavia concludere che la stagione turistica l'abbiamo salvata. È andata bene anche se non è stata quella delle aspettative».