Basket, le giovanili dell'Unieuro Forlì tornano ad allenarsi

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Finalmente si tira a canestro. Dopo mesi lontano dal parquet, i ragazzi del settore giovanile della Pallacanestro 2.1015 Forlì hanno ripreso ad allenarsi nella “Palestrina” dell’Unieuro Arena. La voglia di tornare in campo era veramente tanta, ed in questi giorni sono stati svolti allenamenti della durata di circa 50 minuti, seguendo tutte le indicazioni date dalla normativa, compresa la visione dell’autocertificazione da parte del medico sociale. Si è poi lavorato mantenendo costantemente la distanza di almeno due metri tra i presenti in gruppi di massimo otto ragazzi, ognuno ha utilizzato il proprio pallone e a tutti (giocatori e allenatori) è stata misurata (e verrà misurata costantemente anche nei prossimi giorni) la temperatura all’arrivo al palazzetto.

Il lavoro sul parquet è stato suddiviso in tre stazioni, ognuna di queste seguita da un coach: due stazioni sono state posizionate sotto i canestri, mentre la terza sulla riga di metà campo, ed i ragazzi hanno ruotato seguendo un programma tecnico studiato appositamente per ogni singola stazione.

Il tutto si è svolto sotto l’occhio vigile del Responsabile del Settore Giovanile, Lorenzo Gandolfi: “Siamo contenti perché i ragazzi sono tornati ad allenarsi con tantissimo entusiasmo e abbiamo visto la felicità nei loro volti, e anche in quelli dei genitori”. Tornare in campo in queste condizioni, dopo un periodo di inattività così lungo, è una novità per tutti: “Siamo partiti con carichi leggeri, perché sappiamo che i ragazzi devono ritrovare il ritmo e la confidenza con il campo nonostante abbiano continuato a lavorare “a distanza” in questi mesi. L’obiettivo è quello di proseguire gli allenamenti per tutto il mese di giugno, aumentando i carichi di lavoro anche in base a come i loro fisici risponderanno alla ripresa di questi giorni, e rimanendo sempre vigili su eventuali modifiche della normativa, nel caso ce ne possano essere nelle prossime settimane. Abbiamo organizzato il lavoro in gruppi misti, senza dividere i ragazzi e i coach per squadra o per età. Questo permette agli allenatori di entrare in sintonia e conoscere meglio anche i ragazzi degli altri roster. È un aspetto che reputo molto importante, perché permette di creare una sinergia forte tra tutti i componenti del nostro gruppo giovanile”.

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