Apnee del sonno (Bpco): come si diagnostica e come si cura

Il suo nome è una sigla, Bpco, che sta per Broncopneumopatia cronica ostruttiva. Tocca bronchi e polmoni, ha un’evoluzione nel tempo e ostruisce il flusso durante l’espirazione. Ha due cause principali: il fumo di sigaretta (anche quello ‘passivo’) e l’inquinamento ambientale. Coinvolge 65 milioni di persone, di cui 2 milioni e 600 mila persone in Italia. È la quinta causa di morte nel mondo, con 3 milioni e 280mila persone che si perdono ogni anno per Bpco (secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità conta il 5,8% dei decessi dell’intero pianeta). Tra i primi morti ci fu Eric Lawson, volto pubblicitario di un noto marchio di sigarette degli anni Settanta e Ottanta, diventato un accanito fumatore. Nella lista c’è anche Leonard Nimoy, il signor Spok di Star Treck, che perse la vita a 83 anni nell’ultimo stadio di Bpco. Anche lui aveva il vizio di fumarne una dietro l’altra.

Cosa accade

Quando vengono inalate particelle che irritano nei condotti bronchiali viene prodotto più muco del normale che causa ispessimento e rigonfiamento delle pareti. Il muro genera tosse per cercare di espellerlo. Ma l’impossibilità a gettar fuori l’aria dà la dispnea, cioè la sensazione di fiato corto, e l’affaticamento. I sintomi più comuni sono tre: la tosse, l’espettorato e la difficoltà a respirare. La visita dello specialista e un esame molto semplice, la spirometria, possono valutare se esiste o meno una Bpco. E se se ne è affetti, cosa si può fare? La prima regola è quella di smettere di fumare o evitare le fonti di inquinamento. E poi vengono i trattamenti farmacologici, come i broncodilatatori, che allargano i canali respiratori, gli antinfiammatori, che riducono il gonfiore, e gli antibiotici, che curano l’infezione. Dunque, non c’è una vera cura, ma i medicinali servono a curare i sintomi. Gli effetti maggiormente positivi vengono da due operazioni: smettere di fumare e assumere ossigeno.

L’impatto

Secondo Francesco Saverio Mennini, ricercatore del Ceis (Centro di studi economici e internazionali) dell’Università di Roma Tor Vergata, la Bpco è la causa di un decesso su 2 per le patologie respiratorie, accompagnata da una prevalenza compresa tra il 4 e il 6%. Grava sul Sistema sanitario nazionale per 6,5 miliardi di euro, con un costo annuo per paziente di circa 3.000 euro. L’Emilia-Romagna è stata tra le prime Regioni in Italia a promuovere e implementare percorsi di presa in carico delle cronicità con questa malattia: un sistema per affrontare al meglio i pazienti e per curarli precocemente e in modo efficiente.

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