Api e vespe, rischi e pericoli delle reazioni alle punture

Api e vespe sono insetti che ci parlano di aria aperta, di colori e di bel tempo, ma sono anche degli esseri viventi che possono diventare pericolosi per la nostra salute o perlomeno molto fastidiosi. «Gli imenotteri di cui fanno parte gli apidi e i vespidi sono degli animali che per difendersi, ma talvolta anche per offendere, – spiega il dottor Sergio Pasotti, allergologo, immunologo, pneumologo e medico internista attivo a Rimini e sul resto del territorio romagnolo – possiedono un apparato velenifero nell’ultimo segmento dell’addome dotato di un pungiglione che serve per iniettare nell’epidermide di un altro animale o di una persona un veleno contenente numerose sostanze alle quali alcuni individui possono essere particolarmente sensibili».

Gli apidi comprendono l’ape comune, l’apis mellifera, i bombus terrestris, mentre tra i vespidi ci sono la vespula, il polistes e la vespa crabro (calabrone). Il veleno di questi insetti contiene: istamina, serotonina, tiramina, fosfolipasi, mellitina e ialuronidasi, antigene5.

«Nelle persone che non sono allergiche si verifica semplicemente un pomfo (gonfiore) di 2 o 3 centimetri di diametro, un leggero eritema e un rossore. Il dolore è di tipo trafittivo e circoscritto alla zona interessata. Si può percepire anche un forte bruciore e un intenso prurito, manifestazioni che si estinguono completamente nel giro di qualche giorno».

Alcune persone possono presentare, invece, una reazione allergica locale.

«La puntura di un imenottero provoca una reazione locale abbastanza frequente, circa nel 5% della popolazione. Quello che si manifesta solitamente è un gonfiore superiore a 8 centimetri nella zona che è stata punta, ma può arrivare anche a 20-30 centimetri. Se si tratta di un arto, può interessare l’intera superficie e il bruciore e il rossore sono di maggiore intensità rispetto a chi non è predisposto».

Talvolta la risposta allergica è più severa.

«Alcuni studi scientifici riportano reazioni avverse di tipo sistemico nell’8-9% degli adulti. Le reazioni sistemiche possono interessare addirittura parti del corpo distanti da quella in cui è avvenuta la puntura. Si possono avere sintomi dell’apparato digerente con nausea, vomito e diarrea; sull’apparato respiratorio con difficoltà a respirare e sull’apparato cardiocircolatorio con tachicardia e abbassamento della pressione arteriosa, per arrivare nei casi più gravi allo shock anafilattico, che comporta perdita di conoscenza e necessità di essere rianimati, con rischio di morte».

Si possono verificare anche una serie di reazioni tossiche alle punture di questi insetti.

«Ne esistono di più o meno conosciute e sono la conseguenza di una grande quantità di punture (almeno 50). Di solito si verificano quando ci si trova vicino a un nido di vespe o di api. I danni riportati possono essere gravi e vanno da emolisi intravascolare (distruzione dei globuli rossi), danno epatico ed insufficienza renale acuta. Possono verificarsi anche febbre, dolori articolari, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, nevriti periferiche».

La puntura da insetto non risparmia nemmeno i bambini. «A differenza degli adulti, e specialmente degli anziani che generalmente assumono farmaci che interferiscono in modo negativo alle terapie per le reazioni gravi, i bambini sono però più resistenti alle reazioni severe reagendo in maniera più contenuta alle fastidiose punture degli imenotteri».

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