Ansia alla Oikos di Gatteo per la crisi tra Russia e Ucraina

«Nel nostro piccolo non c’è molto che possiamo fare, se non sperare che prevalga il buon senso e attendere di scoprire come evolverà questa situazione», così Claudio Balestri, amministratore delegato e fondatore di Oikos, commenta quello che sta accadendo tra Russia e Ucraina, due dei paesi in cui esporta maggiormente i suoi prodotti. Al momento «non ci sono ostacoli immediati al nostro lavoro, ma c’è preoccupazione per quello che potrà accadere».

Oikos è nata nel 1984 a Gatteo Mare e da allora si è accreditata come una delle aziende leader nella produzione di vernici ecologiche ed è considerata un punto di riferimento internazionale nelle soluzioni per l’interior design, l’edilizia, il contract alberghiero. L’est Europa, la Russia e le repubbliche che erano collegate all’Urss rappresentano oltre il 50% dell’intero export di Oikos. «Con l’Ucraina abbiamo un rapporto consolidato, abbiamo un master importatore con cui collaboriamo dal 1996, in questi giorni là c’è anche un nostro funzionario», racconta Balestri.

Quanto sta accadendo nel Donbass ancora non impatta sul quotidiano di chi vive e lavora a Kiev: «Guardano a quel che sta accadendo da lontano, come per noi se accadesse in Sicilia. A Kiev, centro economico dell’Ucraina, la vita va avanti, si continua a lavorare, ad andare al ristorante, ma quando al telefono si finisce di parlare di lavoro e ci si scambia qualche parola di commento su quello che sta succedendo, traspare ovviamente grande preoccupazione».

E questa riguarda non solo il territorio ucraino, ma anche la conseguenza che le sanzioni alla Russia avranno sull’export italiano, e in generale la contrazione dell’economia, reazione comune dei periodi di tensione. Per Oikos l’Ucraina corrisponde a un fatturato di circa 600.000 euro, mentre quello della Russia («e correlati») è un mercato che vale quasi 2 milioni di euro. «Anche se non ci toccheranno direttamente sappiamo già che in una qualche misura, le sanzioni alla Russia, che è un mercato molto più grande, avranno un impatto anche su di noi».

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