Anguria di Bagnacavallo e la pera volpina: i frutti “dimenticati”

L’anguria di Bagnacavallo è il segno di come la tenacia dell’uomo possa recuperare prodotti scomparsi. Ci sono due storie legate al recupero di questo frutto: una parla di una famiglia contadina che intorno agli anni Trenta del Novecento portò in Canada, quando emigrò, alcuni semi dell’anguria. L’altra parla di un soldato canadese che, durante la guerra ,arrivò in Romagna e portò via alcuni semi che portò in Quebec. Per recuperare il frutto, ormai migrante, ci ha pensato un esperto di genetica vegetale (un ‘cacciatore di semi’, come si usa dire), insieme al coltivatore Eugenio Mingozzi. La pera volpina, invece, frutto dal colore giallo-verde, è tipico della Romagna e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il nome deriverebbe dalla favola della volpe di Esopo che non riusciva a raggiungere l’uva perché troppo in alto e, quindi, diceva che non era matura. Così, si sarebbe buttata sulle pere più alla sua altezza. È croccante e se ne consiglia la cottura nel vino rosso Sangiovese, con zucchero e cannella.

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