Andrea Speziali mira al Guinness World Record con “My life”

Sale la febbre all’nft che ha spinto l’artista riminese Andrea Speziali a eliminare l’account Flickr con all’interno mezzo milione di immagini e oltre 70 milioni di visualizzazioni, ottenute da quando si iscrisse nel 2009 per tutelare la piena proprietà al successore. L’aria che si respira nello studio del creativo Speziali, giovane artista poliedrico, da poco anche compositore musicale, noto per aver esposto una scultura al Padiglione Italia della 54° Biennale internazionale di Venezia e due foto alla Biennale Internazionale di Fotografia, è sinonimo di rivoluzione: un tuffo nell’onda del businnes digitale. 

Sono 500.000 immagini tra fotografie, opere d’arte, sculture, dipinti, disegni, appunti, documenti segreti e frame di alcuni video di successo in un’unico lavoro in NFT, primo assemblamento nella storia del digitale che mira al sogno di ottenere un riconoscimento al Guinness World Records. All’interno si segnalano anche i documenti riservatissimi che raccontano alcuni dei segreti legati al mondo della massoneria. Oltre a testi di poesie scritte dallo stesso autore e persino alcune opere d’arte su tela fotografate prima di essere incendiate in segno di autenticità dell’NFT e garanzia per chi acquisterà, appropiandosene del tutto.

Nell’opera, intitolata “My life“,  è raccontata per immagini la vita e la produzione dell’autore. Un viaggio straordinario per frame con riferimenti anche ai momenti più intimi della vita di Andrea Speziali, la cui creatività si avverte anche nell’originalità di far pesare il file digitale quanto il peso dell’artista, ovvero ai suoi 63 kg corrispondono 63 GB.  Prima dell’asta si terrà una mostra e performance dell’artista dove su una carta da parati di mille metriquadri applicata alle pareti di una villa inserirà un algoritmo con codici bitcoin generati per algoritmo assime al codice dell’nft più grande al mondo. Chi avrà la fortuna di individuarlo nell’infinità di codici potrà definirsi possessore dell’opera ed essa ritirata dall’asta.

Con il ricavato dell’asta si andrà a finaziare il completamento dei lavori del primo Museo del Liberty in Italia, progetto già avviato nella città di Sarnico (Bergamo) con l’acquisto dell’edificio come sede e sospeso a causa dei fondi destinati all’emergenza Covid. Sarnico è una città notoriamente votata allo stile Art Nouveau per la presenza delle architetture più celebri dell’architetto Giuseppe Sommaruga.

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