Anche Faenza si mobilita per la pace in Ucraina

A Faenza in piazza della Libertà dalle 9 alle 12  sabato 26 per dire no alla guerra in Ucraina: la guerra è una follia! Organizzano Overall Faenza Multiculturale, Comitato spontaneo per la Pace, Cgil, Cisl, e Uil con il patrocinio del Comune di Faenza. Nel loro volantino si legge: “A maggior ragione dopo l’escalation di queste ultime ore, la sola idea che si debba tornare ad affrontare una guerra in Europa è una autentica follia. Tutti i responsabili dell’Unione Europea e della politica internazionale sono chiamati ad agire con determinazione per impedire che la crisi dell’Ucraina sfoci in una nuova guerra che avrebbe conseguenze devastanti per tutto il mondo. Sarebbe una pericolosissima regressione storica.
L’Europa dica subito una parola chiara: Mai più guerra in Europa! E agisca di conseguenza.
Non c’è alcuna possibilità di difendere i diritti umani o di risolvere le crisi muovendo carri armati, soldati, navi e aerei di guerra. Questo è il tempo di dichiarare la pace e non la guerra!
Con la guerra si scarica su noi tutti una catastrofe umanitaria, una crisi energetica ed economica di enormi e incontrollabili proporzioni”.

Intanto il Consiglio Comunale di oggi, 24 febbraio, alle 18.15, inizierà con un minuto di silenzio per solidarietà e vicinanza al popolo ucraino. Il silenzio sarà accompagnato dal suono della sirena antiaerea. “Ci raccogliamo per un minuto di silenzio, come Consiglio Comunale, come assemblea che rappresenta i cittadini di Faenza. Ci stringiamo al Popolo ucraino, ci stringiamo ai tanti faentini di nazionalità ucraina scossi ancora più di noi dai drammatici avvenimenti che stanno accadendo. Esprimiamo a tutti loro la nostra vicinanza, la nostra solidarietà, il nostro pensiero. Fermiamoci un minuto, perché le tristi notizie che si susseguono, le immagini forti di paura e disperazione, e sentire risuonare nuovamente le sirene antiaeree in Europa, scuotono in noi sentimenti profondi. Osserveremo un minuto di silenzio, ascoltando il suono della sirena che, ormai ottant’anni fa, risuonò per il popolo di Faenza, per avvisarlo dell’imminente arrivo delle bombe. Un suono profondo che porti a raccoglierci non contro qualcosa, ma per qualcosa: la pace. Certo potrà sembrare emplicistico parlare di pace, ma è appunto perché è proprio così semplice che è l’unico orizzonte a cui guardare, a cui tendere”.

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