“Ana/Lisboa” della fotografa Rosangela Betti alla Libreria Riminese

RIMINI. «Le mie fotografie sono storie di vita vissuta. Io non sono una fotografa. Vivo la vita, faccio fatica e la documento. Storia di un’ora, di giorni, di anni. Ecco cosa è per me la fotografia. La mia vita, la mia storia».

Si presenta così la fotografa “dandy” Rosangela Betti che questa sera alle 21.30 presenterà alla Libreria Riminese di Rimini il suo libro di fotografie “Ana/Lisboa”, prima pubblicazione della sua Edizioni Officina Betti. La serata sarà accompagnata dalla musica dal vivo di Fabio Mina (flauto ed effetti elettronici) e a seguire ci sarà la proiezione del video di Simone Felici “Flash-Book 17:08”. In occasione della presentazione, le copie del libro, oltre a essere a tiratura limitata firmata e numerata, conterranno una fotografia originale.

Rosangela Betti fotografa dal 1980 e, dopo aver sperimentato la pittura la scultura, ha trovato molto più congeniale il mezzo fotografico per realizzare i suoi pensieri emotivi che governano il suo mondo interiore. Ritiene che la fotografia in un click riesca a determinare uno stato d’animo, un pensiero, un’idea di altro visto attraverso l’obiettivo. L’emozione più profonda non la riceve quando scatta, bensì in camera oscura. È lì che tutto il potenziale di quello che voleva, appare sul foglio bianco. Il bianco e nero è il solo modo per esprimere tutto quello che vuole dire. Protagoniste del libro sono Ana, una ragazza conosciuta a Lisbona nel 2017, quando la fotografa aveva quasi deciso di abbandonare questa strada a livello professionale, e la città stessa con i suoi abitanti, osservati dall’alto di un terrazzino che spesso ha fatto da scenografia per gli scatti che i passanti rivolgevano verso Rosangela. «Loro fotografavano me e io loro», racconta l’artista. Da questo scambio e dall’incontro con la ragazza è ripartito il desiderio di scattare. Questo libro vorrei che fosse il primo di una lunga serie».

Ana assume così le sembianze di un San Sebastiano al femminile e le sue linee nude, sottili e pulite, fermate nel bianco e nero, vengono sorprese dai colori di Lisbona.

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