Trascorrerà la sua vita a Brisighella, Margherita, una vitella di circa un anno, inizialmente destinata al mattatoio, ma ora salvata e accolta tra gli ospiti del rifugio “Amore Bestiale” sulle colline intorno ai tre colli. Andrà ad unirsi alla colonia di oltre 250 animali, custoditi in questa tenuta di 20 ettari, con qualche ulivo e una piccola vigna dove la titolare, Annalisa Donati, e altri volontari animalisti, si prendono affettuosa cura di tanti amici pelosi e pennuti. Sono tutti capi “border line” che non avrebbero avuto futuro se una tale struttura non fosse stata creata e resa disponibile.

Le storie

Ogni animale ha una commovente storia alle spalle, a volte di torture subite, a volte di abbandono o di ritrovamento in condizioni pietose, di incidenti, percosse, ferimenti. Finiscono qui anche animali in difficoltà sequestrati dalle autorità giudiziarie, provenienti dalla Romagna e perfino da fuori regione. Il posto è singolare, infatti ne esistono solo pochi altri in Italia.

Margherita è l’ultimo dei casi di cui ci si è occupati: è nata in una stalla a conduzione famigliare sull’Appennino cesenate e qui ha vissuto con la madre, che è morta, lasciandola sola in attesa del suo estremo viaggio verso un macello. Sennonché Maria Angela Baiardi di Protezione Animali Ambiente ne è venuta a conoscenza e si è mobilitata per organizzare una raccolta fondi, quindi riscattarla, salvarla e portarla a Brisighella. Per chi volesse contribuire è disponibile l’iban IT 82A0707023909014
000858388 o poste pay IT64N3608 1051382547257547
63.

Il progetto

Al rifugio Amore Bestiale sarà in ottima compagnia. «Siamo nati circa sette anni fa, un po’ in sordina, autotassandoci – afferma Annalisa Donati –. L’intento è di dare una possibilità di vita ad animali che diversamente non l’avrebbero avuta. Uno spazio di libertà per chi non è visto e considerato, per chi è usato e poi buttato, per chi alla nascita ha il destino già segnato dallo sfruttamento e dalla morte. Al momento abbiamo un asino, sette tra equini e bovini, la cavala Imebel, cieca da un occhio per le violenze subite dall’uomo, il caprone Cirillo, con le pecore Frida, Perla e altre, 58 maiali di varie specie, tra cui la vietnamita Giuditta, che è zoppa e proviene da una situazione di maltrattamenti e poi conigli, roditori, cinque cani, otto gatti, piccioni e animali da cortile».

Il rifugio si autosostiene; un grande aiuto viene dalle associazioni animaliste attraverso donazioni ed eventi programmati su prenotazione, come “Animal Benefit”, la visita di sabato scorso in collaborazione con AnimaLiberAction, improntata proprio a raccogliere contributi a favore del “Santuario”, come viene chiamato il rifugio. I partecipanti hanno potuto ascoltare le vicende degli animali ospitati, gustare una merenda vegana, deliziare i palati con vino Igt, avere una consulenza (da Genny) con le carte sciamaniche e accedere ad un mercatino di gioielli artigianali a tema animale creati da Laura Cimatti.

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