Alta Velocità in Romagna, il sindaco di Ravenna: “Parliamone senza campanilismi”

RAVENNA Il tema dell’alta velocità in Romagna, posta dagli Industriali, «è uno spunto su cui si può riflettere e su cui è giusto dibattere, senza però lasciarsi trascinare dal campanilismo». A parlare è il sindaco di Ravenna e presidente dell’Upi Michele De Pascale, che sui collegamenti via ferro ravennati tiene i piedi per terra: «Se dicessi che la nostra città si candida come stazione per l’alta velocità, quando non arriva nemmeno la media, non sarei molto credibile. Però il tema della tav in Romagna posto da Confindustria merita una riflessione. Loro hanno proposto un progetto che tocca il territorio di Ravenna all’altezza di Casemurate. Ecco, forse dovremmo riflettere su quale sia il luogo migliore per fare arrivare la linea dell’alta velocità senza farsi trascinare nei dibattiti provinciali perché è evidente che nessuna città, da sola, ha il bacino d’utenza per giustificare quel tipo di investimento». Per il sindaco l’unica città in Romagna che si potrebbe permettere questo tipo di dibattito in solitaria, per la mole di turisti che arrivano ogni estate, è Rimini. Certamente non le altre città capoluogo. Confindustria pone però un tema diverso, a livello di sistema. De Pascale aggiunge una postilla: «Dobbiamo ricordarci che se anche arriva il Freccia Rossa non significa che quella sia alta velocità la cui linea si ferma a Bologna». Ecco quindi che il tema diventa di tipo infrastrutturale, molto di prospettiva: «Una volta battezzata la città in cui fare arrivare l’alta velocità poi ci vorranno anni affinché si realizzi in effetti il progetto. «Chissà che tipo di tecnologia ci sarà quando finiremo di costruirla», scherza – ma non troppo – De Pascale.

Per il sindaco Ravenna ha oggi un altro tipo di priorità sul traffico ferroviario: accorciare i tempi con il collegamento bolognese. Meno di un centinaio di chilometri per i quali, tagliando qualche fermata secondaria, si è riusciti a risparmiare in gran parte delle corse venti minuti. «Durante il mio mandato – dice – siamo riusciti a passare da un’ora e venti ad un’ora. Se si riuscisse a scendere di altri venti minuti significherebbe per Ravenna annullare il gap sul fronte dei collegamenti ferroviari». Quaranta minuti, dice De Pascale, «è il tempo di percorrenza per andare a Milano dalle zone più periferiche». In altre parole Ravenna diventerebbe una sorta di fermata metropolitana di Bologna, che è il punto nevralgico del trasporto ferroviario italiano. A quel punto basterebbe promuovere la città per vedere il flusso dei turisti aumentare e migliorare la vita di tanti pendolari. Al di là delle suggestioni, questo sembra il vero obiettivo della città per un futuro migliore sul fronte del trasporto sostenibile.

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