Alpini di Cesena nell’inferno dell’alluviomne modenese

Gli alpini di Cesena sono in prima linea nell’emergenza alluvionale scatenatasi nel fine settimana nel modenese.

Domenica notte 5 volontari pariti dalla Romagna una volta arrivati sul posto sono stati subito dirottati alla vigilanza del fiume Secchia e del Panaro che aveva già rotto gli argini e le cui acque stavano inondando danni a profusione sulla popolazione residente in più zone della provincia.

Alberto, Riccardo e Massimo Bezzi, Emiliano Degli Angeli e Carlo Montanari stanno continuando senza sosta a portare fisicamente aiuto ai residenti flagellati dall’acqua.

Questamattina sono stati tutti spostati nella zona di Nonantola: molto allagata e tra le più disagiate al ritirarsi delle acque. Una mattinata dedicata allo sgombero di una villetta il cui mobilio è stato devastato dall’alluvione.

Oltre a quelli cesenati sono stati inviati sui posto 12 Alpini da tutta l’Emilia Romagna, ed il lavoro è spesso a braccetto assieme a quello dei tantissimi vigili del fuoco fatti convergere da ogni zona della regione compreso dalla provincia di Forlì-Cesena.

Molti anche i volontari arrivati nel modenese dalle vicine Lombardia e Veneto.

Il pomeriggio di oggi il gruppo cesenate lo ha dedicato ad una dozzina di garage che i relativi proprietari dovevano svuotare di ogni cosa devastata dall’acqua. Poi i tutto a mano veniva trasportato in strada dagli Alpini. Un lavoro dispendioso che proseguirà nei giorni di pari passo con l’evolversi dell’emergenza. Dopo la richiesta di stato di emergenza nazionale inviata lunedì scorso dal presidente della Regione Bonaccini e i due milioni stanziati dalla Giunta per ristori immediati a pubblici esercizi, sono state prolungate almeno fino a domani le attività delle colonne mobili di Protezione civile regionale e nazionale come la sorveglianza speciale sugli argini dei fiumi Panaro e Secchia. «La priorità, ora che l’argine è stato sigillato e si sono ripristinate le condizioni di sicurezza per la cittadinanza, è riportare le persone nelle proprie case – afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo – Nello stesso tempo siamo già operativi sul fronte dei rimborsi economici».

Sul posto è previsto anche l’arrivo di ulteriore personale dell’Esercito.

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