Allarme gatti randagi: abbandoni e rinunce

Una gatta chiusa dentro al bidone dei rifiuti. È l’ultima vittima, solo in ordine temporale, dell’abbandono estivo. Se, nel nostro territorio, non si registrano picchi estivi in termini di abbandoni per i cani, così non è purtroppo per i gatti. Come ogni anno in questo periodo, i rifugi cittadini registrano continue richieste di aiuto, in particolare per i cuccioli. Sono oltre 80 quelli salvati dalle volontarie dei due rifugi cittadini di via Bassetta a Villanova, da inizio estate.

Un bilancio tanto disastroso quanto sottostimato se si considera che, a questi, si aggiungono quelli custoditi da cittadini sensibili che non si voltano dall’altra parte e li accudiscono in casa e i mici che, invece, sopratutto in campagna o nelle prime colline, si consuma una mattanza continua. Un esercito di piccole, innocenti vittime condannate dall’abbandono e la mancata sterilizzazione.

«La situazione quest’anno è disastrosa, siamo allo stremo – affermano le volontarie dell’associazione Amici dei cani e dei gatti di Bagnolo – .Tutti i giorni recuperiamo gattini incastrati sotto ai ponti, riceviamo telefonate di persone che minacciano di fargli fare una brutta fine se non li accogliamo. Due giorni fa, una micia è stata chiusa dentro al bidone del secco». Ad oggi i mici che sono stati salvati dall’impegno costante delle volontarie che, spesso, si sostituiscono alle mamme sono davvero tantissimi. Da quando le temperature si sono alzate, infatti, abbiamo accolto 40 gattini oltre a circa una decina di gatti adulti frutto di rinunce di proprietà».

Analogo numero di mici sono stati accolti anche dall’associazione Emergenza randagi. «Da inizio caldo – affermano – abbiamo salvato circa 40 cuccioli ma entro fine estate prevediamo di arrivare a 100 come tutti gli anni». Ai piccoli nati senza famiglia, poi, si aggiungono i gatti di proprietà che vengono abbandonati. Un gesto vigliacco e crudele, punito dal codice penale, che prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. «Da maggio ad oggi – afferma Daniela Valerio, volontaria esperta nell’accadimento dei piccoli di pochi giorni di vita – ne ho recuperati 20. Purtroppo le persone chiamano quando la situazione è già precipitata ed hanno decine di gatti perché non hanno sterilizzato e hanno fatto crescere i cuccioli in maniera disastrosa. Spesso, quando arriviamo, i piccoli sono senza occhi perché non curati con “banali” colliri. Per questo è indispensabile prevenire queste situazioni, segnalandole per tempo. Agendo in modo puntuale, è possibile risolvere la situazione ed evitare che il conto più salato venga pagato da vittime innocenti».

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