Alla focarina di Gambettola festa senza il fuoco

Focarine “azzoppate” nell’area Rubicone, ma alla fine vince l’ingegno e la voglia di far festa. In questi giorni come da tradizione vari gruppi sono in fermento per preparare al meglio la focarine di San Giuseppe che erano in programma nella serata del 18 marzo.

La sera antecedente la ricorrenza di San Giuseppe, in zona, molti gruppi hanno sempre organizzato falò e focarine, sia in collina che in pianura. Si vuole insomma rinnovare la ricorrenza contadina come nelle migliori tradizioni romagnole di rinascita primaverile, per scacciare le brutte cose dell’inverno. Ma quest’anno la Regione ha vietato qualsiasi tipo di abbruciamento, per via degli alti valori di emissioni inquinanti in tutto il territorio regionale. Per questo motivo le focarine, grandi o piccole, pubbliche o private, sono state vietate e molti Comuni si sono affrettati a farlo sapere a chi stava già organizzando e raccogliendo materiale da bruciare.

Nella zona artigianale Europa di Gambettola un gruppo organizzatore aveva già coordinato focarina, musica e degustazioni. E aveva chiesto il patrocinio al Comune. «Purtroppo nessuna autorizzazione e tanto meno patrocini possono essere accolti – afferma la sindaca Letizia Bisacchi – La normativa regionale è abbastanza chiara e non consente libere interpretazioni, così con rammarico ho fatto sapere che non è consentito tenere la tradizionale focarina». Ma il gruppo organizzatore ha trovato una soluzione alternativa: «Faremo una festa solo con musica e piccole degustazioni della tradizione – riferiscono – per una serata staremo assieme in una festa senza fuoco. Così rispetteremo il divieto sull’abbrucciamento».

Anche a Montiano e a Longiano c’è una forte tradizione per le focarine. Gli organizzatori stanno studiando l’ordinanza regionale e si stanno confrontando con le relative amministrazioni comunali. Per una linea di pensiero il divieto non dovrebbe coinvolgere i territori collinari. Ma la tendenza è quella di andare verso una soluzione di compromesso. Le focarine avranno così dimensioni ridotte e saranno staccate da terra. Insomma una sorta di maxi bracieri e come materia prima da bruciare verrebbero utilizzati legni come le “barelle”, le strutture utilizzate nel settore dei trasporti come base sotto ai bancali delle merci per essere inforcate dai carrelli elevatori. Insomma non legna raccolta in campagna come “residui vegetali”. La focarina di Budrio di Longiano, frazione di pianura, poi si fa forza sul fatto che il municipio si trova in collina a Longiano capoluogo, quindi tutto il territorio farebbe parte secondo questa interpretazione di un comune collinare.

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