Gioco d’azzardo, lo strano caso di Sant’Agata sul Santerno: ogni abitante spende in media più di 4mila euro all’anno

Il gioco d’azzardo continua a crescere. In provincia di Ravenna i cittadini hanno perso 25 milioni in un anno. Sono preoccupanti i dati che Federconsumatori di Ravenna riporta analizzando la terza edizione di Pane&Azzardo (indagine di Federconsumatori, Auser e Cgil regionali, Federconsumatori di Modena, Fondazione Isscom, Mettiamoci in Gioco e il ricercatore statistico Massimiliano Vigarani, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna). La fotografia che emerge a livello nazionale, regionale e provinciale è un’esplosione di cittadini che lo praticano.

In provincia di Ravenna cala lievemente il gioco fisico, ma l’online cresce del 13,5% (+50 milioni giocati su smartphone e Pc), per 2.694 euro complessivamente pro capite. Nell’online il record spetta ad Alfonsine, settima in Regione con 3.063 euro pro capite (per il secondo anno di fila raddoppia); segue Massa Lombarda con 2.651. Nessun altro comune supera la media nazionale. Lugo, Cotignola, Solarolo e Massa Lombarda registrano crescite superiori al 50%. Sommando online e fisico, sono 4 i comuni ravennati che superano i 3.000 euro complessivi: Sant’Agata, Alfonsine, Lugo e Cervia. È il piccolo comune di Sant’Agata sul Santerno a registrare i numeri peggiori della provincia, oltre 4.000 euro, con un forte peso dei giochi fisici. Il capoluogo, invece, ha superato i 360 milioni nell’azzardo complessivo (+3%); con 1.705 euro pro capite nell’online, Ravenna è a metà classifica.

Questa fotografia è destinata a peggiorare, sia per l’assenza di politiche governative sull’impoverimento delle famiglie italiane, sia per la mancanza di normative di contrasto alle scommesse (fonte di entrate fiscali per 3-4 mld l’anno). Non solo ci si impoverisce, ma il gioco può trasformarsi in una malattia: la ludopatia porta sempre più persone a perdere il controllo fino alla propria rovina, trascinando con sé i familiari. Normative poco chiare e scarsi controlli consentono alle società di scommesse di entrare sempre più nello sport, mentre le pubblicità per “giocare consapevolmente” sono di fatto spot che incentivano la scommessa. La Regione ha norme restrittive sull’apertura vicino a luoghi sensibili (culto, scuole, aggregazioni giovanili, impianti sportivi) e piani di prevenzione, ma il fenomeno è comunque in aumento.

Come Federconsumatori, insieme a Spi, Cgil e Auser di Ravenna, anche cercando la collaborazione dei servizi sanitari e delle istituzioni, promuoveremo momenti d’incontro con i cittadini per raccontare i pericoli di questa subdola malattia e la solitudine di chi ne è colpito. L’unica vincita certa è non scommettere e non giocare.

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