Alex Britti in concerto a Bertinoro: l’intervista

In giro per l’Italia con due diversi tour e due diversi repertori, Alex Britti ha scelto il “Mojo tour” per i Giardini della Rocca di Bertinoro, dove si esibisce stasera (ore 21.30) insieme a Giulio Rocca (batteria), Emanuele Brignola (basso), Michele Papadia (organo Hammond, pianoforte e tastiere). La serata, organizzata da Entroterre festival, è uno degli eventi clou della Festa dell’ospitalità di Bertinoro. Il tour prende il nome dal nuovo disco di Britti, “Mojo”, e ne rispecchia le atmosfere anche grazie ad arrangiamenti che il cantautore definisce «trasversali», frutto di una vita trascorsa ad assorbire il meglio da ogni genere musicale, e anche a sperimentarsi in quelle espressioni che spesso al grande pubblico non arrivano. Molti quindi i brani nuovi, a cui vengono affiancati altri che Britti ironicamente definisce «i lati C», pezzi quindi che non vanno in classifica ma che di fatto rappresentano lo spirito di questo tour forse più dei brani universalmente noti.

«Stiamo proponendo il “Pop tour” con i grandi successi e i tormentoni che tutti conoscono – spiega infatti il cantautore romano –, ma visto che da molti anni mi occupo di jazz e di blues, ho pensato a una proposta strumentale, in cui praticamente io non canto, e che racconta un altro pezzo importante della mia carriera».

Ma il pubblico non resta un po’ spiazzato?

«Non bisogna dimenticare che televisione e radio danno spazio solo a quello che è mainstream, al nazional popolare. Ma esiste anche tanto altro, e ci sono ambienti e canali dove questa musica gira ed è conosciuta. All’estero, ma anche in Italia, d’estate del resto si svolgono moltissimi festival dedicati al jazz e al blues che diffondono questi generi anche al di fuori dei piccoli club. Quanto a me, che ho sempre fatto parte di tutti e due i mondi, quello del pop e quello del blues e del jazz, li amo entrambi: e per questo li frequento tutti e due».

Niente scelte esclusive, quindi?

«No, perché sono tutti aspetti musicali che mi appartengono, e mi piace suonare la chitarra quanto scrivere canzoni. Li vedo anzi complementari anche se nel nostro paese, ma anche in Europa, non c’è l’abitudine ad avere le due cose insieme».

Forse l’Inghilterra in questo è un caso a sé.

«È vero: pensi a Eric Clapton! Non ha bisogno di vivere… un bipolarismo artistico, ma le sue due facce, di bluesman e di cantautore pop, possono coesistere. Io, fino a due anni fa ho sempre inserito nei concerti anche qualche brano di chitarra, ma adesso ho deciso di realizzare un disco solo strumentale, pubblicato il 1° luglio scorso: “Mojo”, che dà il titolo al tour, per immergermi totalmente nel mondo del blues».

E dire che anche in brani strafamosi come “La vasca” c’è una strizzata d’occhio a questi generi…

«Ma alle case discografiche di pagarti uno studio per farti registrare jazz o blues non gliene frega niente! Certo: a un artista di successo lo lasciano fare in qualche misura, ma questo non toglie che fare pop e canzoni, e suonare jazz o blues siano cose molto diverse».

In cosa, soprattutto?

«Quando suoni jazz, parli un esperanto con cui comunichi con tutti: con “La vasca” parlo solo con l’Italia, con “Mojo” con tutto il mondo. Inoltre, senti che non suoni per vendere, ma per parlare senza confini, senza ansia da prestazione o di classifica. Lo fai… perché sì, perché sei fatto così, perché ami la musica come linguaggio universale».

E questo fa parte della sua storia più personale.

«Quando negli anni Novanta andai a vivere ad Amsterdam, frequentavo una grandissima sala prove vicino al vecchio porto. Nella hall, mentre si aspettava, si incontravano persone da tutto il mondo e da ogni continente, ciascuno con la sua musica. Ma con tutti si creava uno scambio, un dialogo, nonostante le lingue diverse, e le differenze si mescolavano. Anzi spesso si finiva in sala prove insieme perché c’era voglia di confrontarsi e soprattutto di fare buona musica. Insomma: c’era voglia di incontrarsi! E questo con il pop non puoi averlo…».

Biglietti: €10-30. Info: www.entroterre.org 051 0113010

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