Balli, alcol e risse mentre i padri attendono pazienti: viaggio nella notte in Riviera

Un drink bevuto nel parcheggio, prima di entrare, preparato mescolando succhi di frutta, soda e alcol preso a poco prezzo; i controlli serrati per l’ingresso nel locale, i balli con gli amici, gli attimi di tensione quando in pista qualcuno alza le mani fino allo spray al peperoncino spruzzato in pista da chi punta a seminare il panico o a fare qualche furto. Così scorre un sabato sera di agosto tra i giovanissimi al Peter Pan, una delle discoteche simbolo di Misano Adriatico e di tutta la Riviera.

“Noi siamo i giovani”


È una serata di divertimento, prime volte, qualche eccesso, con il personale della discoteca in trincea per garantire la sicurezza dei ragazzi. Ragazzi che sono veramente giovani: hanno per lo più tra i 16 e i 17 anni, quelli che sono maggiorenni – all’ingresso è stato fatto loro un timbro sulla mano per accedere all’area bar – lo sono da pochi mesi. Sono “pendolari” del divertimento, vengono dalle province vicine, ma soprattutto turisti: lombardi, toscani, emiliani. Per questo «chi vuole bere veramente, beve di fuori» dice uno dei ragazzi che partecipano alla festa. Lui di anni ne ha 17 e viene dalla Lombardia. «Il mio amico – indica un ragazzo dietro di lui, poco più alto – ne ha già fatti 18. Abbiamo preso le cose al supermarket: coca-cola e rum, vodka e lemon soda. Abbiamo bevuto giù al parcheggio. Qui non prenderemo nulla».
Anche perché la security fa controlli approfonditi: metal detector e torce per controllare le borse all’ingresso, oltre che la visione dei documenti. Quando in pista gli animi si scaldano – e capita anche a inizio serata, prima dell’1 -, l’intervento è immediato. Il dj stoppa la musica, il vocalist segnala chi partecipa alla rissa e spintona e i bodyguard intervengono in fretta per riportare la calma e allontanare i ragazzi coinvolti. Dalla consolle l’invito è chiaro: «Siamo qui solo per divertirci, non facciamo i cretini. Teniamo alto il nome di Riccione, che è uno dei posti più belli del mondo». Attenzione alle stelle e mille occhi sempre aperti, ma a volte neppure questo basta.

In disco con papà


Sono circa le 2,40 quando in pista si scatena il panico. L’ospite della serata, la star del web Bellofigo, si è appena congedato dal pubblico. Per qualche motivo (uno sguardo “sbagliato”? Una spinta di troppo?) in pista si inizia a spingere e poco dopo c’è un fuggi fuggi generale. I ragazzi escono con la maglietta alzata fin sopra agli occhi, chi non riesce a coprirsi lacrima e fatica a respirare.
«Hanno spruzzato lo spray al peperoncino – dice una ragazza, che cerca dell’acqua per aiutare la sua amica -. Ma come si fa a fare una cosa così, devi essere proprio scemo, la gente si fa male».
Lo spavento, per fortuna, è per tutti maggiore del danno. La pista torna a riempirsi, seppur pian piano e con prudenza, e tutto torna nei ranghi. La musica torna a suonare. Le canzoni parlano di divertimento, amore, sesso ed eccessi. I ragazzi le cantano con le mani al cielo, stringendo i cellulari per fare video da condividere sui social. E se i testi delle canzoni descrivono una vita spericolata, la realtà è più contenuta. Addirittura qualcuno si è fatto accompagnare dal papà fin dentro al locale e lo fa aspettare la fine della serata in disparte sui divanetti, proprio per una maggiore tranquillità.

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