Alberto Faccani sposta il “due stelle” Magnolia in collina

Dopo una ventina d’anni sulla costa, lo chef Alberto Faccani trasloca il suo “Magnolia” in collina. Ovviamente, dice, «farò tutto il possibile per vedere riconfermate le due stelle Michelin», la prima conquistata nel 2015 e la seconda nel 2018, ma al momento si concentra soprattutto sulla partenza della sua nuova prospettiva di vita e di lavoro. «Dove cucino, io sono. Avevo bisogno di distensione, orizzonti e nuovi spazi. Il Magnolia a Cesenatico era diventato stretto, perché ormai siamo in molti a lavorarci, ma c’è anche il fatto che lì fuori dalla porta avevo di fronte gli uffici delle Poste, dovevo interiorizzare il bello. A Longiano sono in mezzo alla natura, ho un prato e un parco di alberi tutto intorno, all’orizzonte vedo le colline del Montefeltro e il Monte Titano, mi rilasso e credo che ci sia bisogno di più relax anche per chi si siede a tavola. Per me Cesenatico era diventata troppo frenetica, probabilmente a Milano morirei… Ora per me oggi il vero lusso è qui: nell’entroterra. Forse perderò parte della clientela ma sono sicuro che ne acquisterò altra».

Relais Villa Margherita

Faccani ha dunque sottoscritto un contratto con la Cia-Conad che nel 2020 aveva acquistato e ristrutturato la storica dimora rurale Villa Margherita, a Montilgallo frazione di Longiano sempre in territorio cesenate, facendone un relais con cucina poi il Covid ha rallentato tutto. La struttura è immersa in un ampio parco botanico con alberi centenari, una bella piscina, e sei camere. «La villa nasce su un nucleo fortificato cinquecentesco, gli ambienti delle cantine sono ancora di quell’epoca –racconta lo chef –. Negli ultimi 50 anni è passata spesso di mano, prima l’ha avuta un imprenditore di Cesena, poi la Cocif di Gambettola, quindi la Cia-Conad l’ha acquisita, ristrutturata gestita dal 2020. Con loro ho siglato a marzo un contratto d’affitto d’azienda ventennale. Non ho acquistato l’immobile, io sono solo una meteora, non ho una famiglia nella ristorazione alle spalle e non voglio legare i miei figli a questo mondo», dice con molta pragmaticità lo chef. «La gestione del relais per noi è una novità e un’opportunità e credo che ci proietterà in una dimensione internazionale molto stimolante, lo abbiamo già visto in questi giorni con Sigep a Rimini – spiega lo chef –. Il 20 chiuderemo per riprogrammare tutto con la nuova gestione. L’obbiettivo è riaprire tutto, ristorante compreso, il primo aprile. Mi piacerebbe rispettare la mia personale cabala: il Magnolia l’ho aperto il primo aprile del 2003 e quella data mi ha portato fortuna. Speriamo di farcela, perché stiamo ultimando diversi lavori e in questo periodo con le consegne dei materiali ci sono molti rallentamenti».

La cucina del nuovo Magnolia

Come sarà la cucina del nuovo Magnolia a Longiano? «Sarà la nostra cucina, ma con più proposte di terra in sintonia con il nuovo luogo – assicura lo chef –. Il mare è sempre a dieci minuti e non mancherà, ma se a Cesenatico sarebbe stata una scelta suicida spostarsi su certi piatti di terra, qui saremo nelle condizioni di valorizzare anche altri prodotti: le carni da cortile e di piccoli allevamenti, la cacciagione, le verdure dell’orto». Senza infingimenti: «Non farò l’orto, io sono e resto un cuoco, mi affiderò a professionisti per questo, se facessi l’orto non mi basterebbe la produzione che riuscirei eventualmente a ricavarne, non mi nascondo dietro a un dito». Novità anche nella cantina, che sfrutterà gli ambienti cinquecenteschi, «ci affacceremo sui vini rossi». Sarà un punto e a capo anche per questo, il sommelier di riferimento resterà quello storico, Andrea Fiorini, ma lo staff nel suo complesso oltre a confermarsi si amplierà.

Nuovo locale anche a Cesenatico

Al Magnolia in Cesenatico l’ultimo servizio andrà in scena il 26 marzo prossimo, ma per Faccani il mare resta comunque all’orizzonte. «Io sono nato al mare, la mia famiglia è di Ravenna poi mi sono trasferito a Cesenatico, città alla quale devo tantissimo. A Cesenatico esiste oggi una ristorazione di livello qualitativo molto alto, e non servono certo due stelle per fare qualità. Così a giugno apriremo a Cesenatico un altro locale, che sarà il mio rifugio quando terminerà la mia esperienza a Villa Margherita, fra vent’anni – dice sicuro lo chef –. Ho infatti comprato l’ex pub “Re Leone” in viale Carducci. Lo vedevo chiuso da tanto tempo, sapevo che volevano vendere ho fatto un’offerta ed è stata accolta, così sono partito coi lavori. L’obbiettivo è essere operativi per inizio estate, lo staff di cucina e di sala è già pronto e delegherò. Si chiamerà Veranda e sarà una trattoria moderna di pesce. Non dico che utilizzerò ricette tradizionali in chiave moderna, perché rivisitare cose già buone non ha senso e il rischio di perdere il confronto con l’originale in Romagna è sempre alto. Quindi anche i miei piatti saranno degli originali, partiremo da prodotti locali di alta qualità lavorati con tecniche nuove».

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