Al ristorante a San Marino? «Stop ai furbetti italiani»

Bar, locali e ristoranti solo ed esclusivamente per sammarinesi, frontalieri e lavoratori. Arriva la precisazione, che suona come una bacchettata, in relazione alle riaperture delle attività di ristorazione, previste dal Decreto dell’8 aprile, in vigore sino al 1° maggio. Brutte notizie dunque per i furbetti del Belpaese che pensavano di aggirare le limitazioni italiane, recandosi sul Titano ad incrociare i calici. Il Congresso di Stato è corso infatti ai ripari, battendoli sul tempo, specificando «che la somministrazione di alimenti e bevande, fino al permanere delle restrizioni alla mobilità per le aree Rosse e Arancioni, definite per le Regioni o i Comuni italiani limitrofi, è riservata ai soli residenti di San Marino, ai lavoratori frontalieri, nella pausa fra i turni ed ai soggetti presenti in territorio per motivazioni di lavoro». Cade così la mannaia sui tentativi di allargare le maglie dei divieti della penisola, tornando a vivere anzitempo i piaceri della convivialità. Tant’è che i gestori dei locali vengono sollecitati, già al momento delle prenotazioni, a verificare la provenienza e la condizione della clientela. Con l’occasione si ribadisce infine di prestare la massima attenzione a tutte le prescrizioni, previste nell’ambito delle normative anti-contagio.

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