Al Plautus Festival, Vito è “Pluto”, il dio della ricchezza

Si chiude con una festosa prima nazionale, il Plautus festival sarsinate; stasera alle 21.30 nell’arena di Calbano debutta Pluto, l’ultima commedia del greco Aristofane (450 a.C-385 a.C). A portarla in scena, con il contributo di Romagna Iniziative, è la Bottega del Teatro Franco Mescolini che si ricompatta attorno al maestro ispiratore cesenate scomparso quattro anni fa, riproponendosi con un testo divertente ma in grado di fare riflettere. Nome di cartello è Vito (Stefano Bicocchi) amato interprete bolognese, nel ruolo del titolo. L’incipit vede l’onesto Cremilo rivolgersi all’oracolo per sapere se suo figlio è destinato a rimanere povero, lamenta infatti una mal distribuzione della ricchezza fra gli uomini, a favore degli ingiusti. L’oracolo lo invita a seguire la prima persona che incontrerà all’uscita del tempio. Cremilo vede uno straccione che si rivela essere Pluto, il dio della ricchezza…. A dare vita al vivace testo sono professionisti partiti dalla Bottega di Mescolini; Barbara Abbondanza, Lorenzo Branchetti, Mirko Ciorciari, Camillo Grassi, Gabriela Praticò, Alessandro Pieri, Daniele Romualdi. Adattamento e regia sono dell’esperto Gigi Palla; il suo legame con Mescolini risale agli anni Novanta, al teatro Le Maschere di Roma, per il quale il cesenate realizzò molti spettacoli. Volle anche Gigi Palla, sia da attore, sia da aiuto regista.

Perché Palla scegliere l’antico Pluto?

«Ci sembrava adatto a questo tempo; è una commedia poco rappresentata, poco ridanciana, in cui facciamo emergere aspetti comici ma ci permette di parlare della contemporaneità, pure in maniera leggera e “qualunquista”, riferito ai luoghi comuni della comunicazione politica. Senza essere filologici, ma adattandola con parole che riguardano il nostro presente, come il dio denaro che muove il mondo».

Che tipo di compagnia siete?

«Siamo una compagnia di caratteristi con cui Vito ha una perfetta amalgama, disponibilità e una figura lunare che sposa benissimo l’idea del Pluto a cui pensavo; spaurito, inconsapevole, si è calato perfettamente nel ruolo. Ritrovarmi insieme alla Bottega è per me una vacanza, abbiamo cominciato insieme e dunque è per me una famiglia, che prolifica ma non litiga».

Quale insegnamento di Franco Mescolini porta con sé, e come dovrebbero proseguire i “suoi” attori?

«Cerco di conservare lo sguardo fanciullesco che aveva Franco, la sua capacità di sorprendersi, di cogliere relazioni strane e bizzarre con vena surreale, di capire la follia racchiusa in situazioni quotidiane. Ho scritto il finale di Pluto in modalità Mescolini, parafrasando una scena del suo “Vantone”. Credo che la Bottega del Teatro debba configurarsi come realtà stabile sul territorio, per fare circuitare le proprie produzioni e la drammaturgia di Mescolini. Due anni fa l’esito di “Asinaria” fu fragoroso, speriamo che “Pluto” non debba fermarsi dopo stasera».

Vito, lei è il nome di punta della commedia, come si trova in questa compagnia?

«Sono bene felice di essere in questo progetto, è un periodo perfetto per portare in scena il dio della ricchezza a confronto con il dio della povertà. Questo gruppo mi piace tanto, sono tutti bravi, e mi sto divertendo molto. Mescolini l’ho conosciuto bene, ricordo che insieme facemmo un cortometraggio».

Come proseguirà la sua stagione?

«Con un progetto nuovo, un testo scritto a quattro mani da Francesco Freyrie e Andrea Zalone (l’autore di Maurizio Crozza). Avremmo dovuto debuttare l’altro anno, il covid ci ha fermato, gli autori l’hanno riattualizzato dopo il lockdown. Torno in scena da solo con 6 personaggi, una fatica. Il debutto sarà al Celebrazioni di Bologna nel periodo natalizio. Proprio ieri invece mi hanno fatto una proposta per un ruolo in un film indipendente, vedremo».

Il suo umore sembra pimpante.

«Sono contento, ho molti spettacoli da fare, compreso “Una poltrona per tre” con due musicisti, è il racconto del mio lockdown. È molto divertente, ma evito di parlare del covid, che si è portato via anche il mio papà. Parlo di me, della mia forma sul divano. Ci voleva, sócc’mel».

Info: 0547 698102

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui