Al “Plautus festival” con Siravo il classico è sempre di moda

Riparte in grande spolvero il 62° Plautus festival di Sarsina, fra i più longevi di teatro classico. Riparte dall’incipit “Il classico non passa mai di moda”, a conferma di una rassegna che ha saputo unire una comunità allargata e un teatro che invita a un’esperienza prima che a uno spettacolo. Ne sono convinti i giovani Enrico Cangini sindaco e Filippo Collinelli assessore, il factotum “rossiniano” Giampaolo Bernabini, che si prodiga per artisti e mecenati, e un territorio di aziende che a questo festival dà consensi e condivisione offrendo contributi concreti. Per quelli regionali e ministeriali invece il Plautus dovrà ancora attendere conferma «nonostante, ribatte lo staff sarsinate, la garanzia di 62 edizioni di festival».

Regina del Plautus si conferma l’Arena di Calbano da oltre mille posti, ma la rassegna si spinge in altri luoghi come la Badia di Montalto, dove il 16 luglio si svolge l’ouverture, il concerto di Simona Molinari “Petali tour”.

Complessivamente vanno in scena tredici titoli teatrali dal 23 luglio al 18 agosto.

Edoardo Siravo

Empatia palpabile si è avvertita nell’incontro di presentazione verso il neo direttore Edoardo Siravo, attore di lungo corso che punta anche al record di presenze (sono già 15 da interprete). «Nonostante le difficoltà economiche in cui si dimena il teatro, la crisi economica che vivono tante famiglie, abbiamo ricevuto 150 richieste da compagnie, segno di quanto è atteso questo festival. Ho puntato su un cartellone variegato, dal linguaggio classico pure espresso con modernità, e poi su attrici e attori teatrali meritevoli di attenzione, nonostante non siano nomi popolari o televisivi. Sarà interessante per il pubblico scoprirli».

Siravo interpreta pure Falstaff in uno degli spettacoli clou, “Le allegri comari di Windsor” (4 agosto): «Ho scelto di interpretarlo perché Falstaff è quanto c’è di più vicino a Plauto, al quale anche Shakespeare si è qui ispirato».

Commedia dell’arte e Università

Un focus importante riguarda la collaborazione con l’Università di Urbino, il Ctu intitolato alla memoria dello studioso plautino Cesare Questa, con cui il Plautus collabora per i Ludi plautini. Un risultato è racchiuso nello spettacolo “I gemelli” (9 agosto) che attinge dal testo dei “Menecmi” di Plauto, e dai “Gemelli veneziani” di Goldoni. Protagonista nel doppio ruolo è Michele Pagliaroni, urbinate di Novafeltria, che si è formato alla scuola della commedia dell’arte del maestro e regista Carlo Boso.

In crescita è la collaborazione con la Summer school performance di mimo drammatico degli allievi della scuola estiva “École internationale de mime corporel dramatique di Parigi” condotta dal sarsinate Ivan Bacciocchi con Natalie Stadelmann. Il 28 luglio in piazza Plauto si annuncia un gran divertimento.

Da non perdere il 27 luglio in piazzetta Pisone l’Arlecchino Enrico Bonavera, ultimo interprete della fucina dell’Arlecchino “servitore di due padroni” di Strehler.

Lo spettacolo dell’annuale Laboratorio per attori del festival, affidato all’esperta Cinzia Maccagnano, il 29 luglio porta in scena la commedia plautina “Epidicus”.

Il cartellone nel complesso

Apre il 23 luglio alle 21.30 a Calbano “Le supplici” di Euripide. Lo spettacolo è diretto da Serena Sinigaglia, fra le più interessanti registe del momento, pronto a fare scoprire sette valenti attrici fra cui Arianna Scommegna. Commedia dell’arte il 27 luglio con Enrico Bonavera ne “I segreti di Arlecchino”; omaggio al linguaggio del corpo il 28 luglio con gli allievi della scuola di mimo condotta da Ivan Bacciocchi. Segue il 29 luglio “Epidicus” di Plauto. “Lisistrata” di Aristofane il 2 agosto ha protagonista Amanda Sandrelli; il 4 è la volta di “Falstaff e le allegre comari di Windsor” con 13 interpreti. C’è pure una dedica musicale a Pier Paolo Pasolini il 6 agosto in collaborazione con Emilia Romagna Festival; Guido Barbieri è voce recitante di “Storia di un Gesù. Omaggio ai cento anni di Pier Paolo Pasolini”, con l’orchestra Vittorio Calamani. Il 7 agosto da vedere “Fedra” di Jean Racine con Marianella Bargilli e Fabio Sartor; il 9 “I gemelli”, da Plauto e Goldoni; l’11 agosto “Rudens” con Paolo Triestino; un “Don Chisciotte” in forma di tragicommedia dell’arte è atteso il 14 agosto; al Museo archeologico il 16 si scopre “Genesio, l’attore santo” con Mariano Rigillo; gran ritorno, il 18 agosto, di Massimo Venturiello nella prova d’attore “Agamennone” fra Eschilo e il greco Ghiannis Ritsos.

Info: 0547 94901

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