Al Centro Donna di Cesena 50 vittime di violenza da inizio anno

Madri, spesso occupate, con figli minorenni, dai 31 ai 40 anni, italiane: è questo il profilo tipo della maggioranza delle donne vittime di violenza, maltrattamento e stalking che si sono rivolte al Centro donna di Cesena. E, anche se i dati sono ancora in elaborazione, al 16 novembre le donne accompagnate alla rete antiviolenza territoriale sono state ben 50.

Il fenomeno della violenza contro le donne resta quindi persistente nel territorio e anche all’interno del contesto dell’emergenza sanitaria legata al Covid 19: i dati del primo semestre del Centro donna di Cesena mostrano come la violenza contro le donne e in particolare quella domestica è aumentata. Con la quarantena di primavera, quando il Centro donna in via Aldini 26 era chiuso al pubblico, a fronte di una diminuzione dei contatti diretti (507 rispetto ai 760 del 2019) si sono registrati un forte aumento di telefonate 434 rispetto alle 290 dello scorso anno) e le mail (94 contro 55). Nel primo semestre di quest’anno, in piena emergenza Covid 19, sono state seguite ben 37 donne vittime di situazioni di violenza, in consistente aumento rispetto alle 25 dello stesso periodo del 2019 e soprattutto tenendo conto che nell’intero 2019 furono 44 le utenti vittime di violenza.

Le 37 donne accompagnate alla rete da gennaio a giugno di quest’anno sono quasi tutte italiane e residenti a Cesena, con un titolo di studio di scuola superiore, coniugate e quasi tutte con figli (19 hanno prole minorenne). In 15 avevano già inoltrato una querela o un esposto nei confronti del marito o convivente da cui hanno subito violenza. E 9 di loro erano anche in possesso di certificazioni mediche che dimostravano l’aggressione subita, mentre 7 sono state segnalate al Centro donna dalle forze dell’ordine, dai servizi sociali del Comune, dal consultorio dell’Ausl, una dal pronto soccorso dell’ospedale, una da un’associazione e una da scuola/ente di formazione. La violenza maggiormente subita è quella psicologica-emozionale, subita da tutte e 37 le donne, seguita dalla violenza fisica (23 vittime), economica (13 di queste donne), stalking (4) e violenza sessuale (4).

Gli uomini autori di queste violenze sono italiani nel 68% dei casi rilevati, regolarmente occupati, solo in minima parte soggetti a dipendenze da alcol o sostanze stupefacenti (7 su 37), quasi tutti senza problemi psichiatrici e 5 possessori di armi, come riferito dalle vittime alle operatrici del Centro donna.

«Notiamo che il profilo di donne vittime di maltrattamento, soprattutto psicologico, come madri con figli soprattutto minori si ripropone anche nel 2020 – commentano le operatrici del Centro donna – La variazione più significativa è legata al titolo di studio più alto delle vittime, ora scuola superiore e laurea, e allo stato occupazionale, non più solo disoccupate ma anche con un lavoro. Soprattutto rispetto all’anno precedente il numero di casi di donne comprese nella fascia di età dai 18 ai 30 anni e dai 31 ai 40 anni è aumentato».

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