Al Bronson di Ravenna i Messa, Edda e Gene Gnocchi

Complice la festività di metà settimana il Bronson di Ravenna programma tre serate live di seguito, partendo oggi con due band metal italiane. Aprono i ravennati Void Of Sleep, che hanno pubblicato il terzo album “Metaphora”, dalle atmosfere progressive doom. Arrivano poi i Messa, quartetto caratterizzato dalla voce femminile, che si ispira a Pentagram e Bathory; pochi mesi fa hanno licenziato il nuovo album “Close”.

Venerdì 9 si cambia totalmente registro, con uno dei più controversi, poetici e originali cantautori e poeti italiani: il milanese Edda. Si può ben dire che si tratti di un artista di culto, perché pur avendo un seguito di nicchia, è uno dei più influenti musicisti italiani, riconosciuto, ad esempio, da Manuel Agnelli come ispiratore di tutta la scena rock anni ’90 del nostro paese. All’epoca Edda era cantante e leader dei Ritmo Tribale, con cui ha inciso sei album, prima di perdersi nella tossicodipendenza. Dodici anni più tardi, dopo essersi disintossicato in India, dove ha abbracciato la religione Hare Krishna, ed esser tornato in Italia per lavorare come manovale, nel 2008 riprende in braccio la chitarra e diventa solista. Da allora incide e si esibisce da solo, ma conta sulla collaborazione e l’incoraggiamento di alcuni tra i più grandi produttori e musicisti rock italiani, tra cui Taketo Gohara, Mauro Pagani, Mauro Ottolini, Manuel Agnelli e Mauro Ermanno Giovanardi, che dice di lui: «La sua voce ha dato il la a tutti coloro che hanno cantato rock in Italia». Da un paio d’anni lavora insieme a Gianni Maroccolo, altro gigante della musica indipendente italiana, ex bassista e produttore dei Litfiba e dei Csi, oltre che di molti altri progetti. Hanno inciso insieme nel 2020 l’album “Noio volevam suonar”, mentre il 23 settembre scorso è uscito il sesto album solista di Edda, “Illusion”, prodotto da Maroccolo.

Si chiude sabato 10 con il nuovo monologo di Gene Gnocchi, dal titolo “Il partito del nulla”. Si tratta dello spettacolo più politico del comico emiliano, che porta il sottotitolo “Non manterremo le promesse, ma noi ve lo diciamo prima”. «La politica si è imposta su tutto – spiega Gnocchi –: sono scesi in campo Grillo e Zelensky, perché non io? Voglio i Ferragnez ministri del lavoro, alla cultura vedo bene i Me Contro Te».

Inizio spettacoli alle 21; biglietti a 15 euro, 12 per Gnocchi. www.bronsonproduzioni.com.

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