Ajmone e Salvo per “Elementi”; quando suono e movimento interagiscono

Il parco Levante di Cesenatico, oasi verde aggregativa e sportiva, si apre a un nuovo progetto di ricerca e artistica che intreccia sonorità e danza. Lunedì 8 agosto alle 19.30 si conclude nel parco “Elementi”, rassegna itinerante di musica contemporanea ideata dalle associazioni Mu e Magma con l’intento di innovare attraverso una dimensione performativa immersiva, in paesaggi naturali in grado di sollecitare emozionalità.
Oggi, entrando nel parco d Cesenatico da viale dei Mille (tra il liceo scientifico e lo skatepark), si scopre una nuova performance con la danzatrice coreografa Annamaria Ajmone e il musicista Glauco Salvo. Quest’ultimo, conosciuto a Cesena per la sua ricerca musicale con Enrico Malatesta nell’associazione Mu, ha incontrato sintonia artisticain Annamaria Ajmone. Insieme si esibiscono in un dialogo tra suono e movimento, indagando le possibilità di interazione tra spazio, suono, gesti in una forma aperta, sollecitati dal contesto percettivo di luogo, presenze, atmosfera. Agendo in musica e danza al momento, attraverso l’improvvisazione, pure sorretta da tecnica.
Ajmone si è avviata allo studio della danza nell’accademia milanese “Paolo Grassi”, mentre preparava la tesi di laurea in Lettere. Il suo è stato un approccio “adulto” che l’ha spinta a sondare una danza esplorativa. In Romagna è stata applaudita di recente al festival di Santarcangelo, e pure a Crisalide di Masque Teatro. «La particolarità creativa di questo progetto – afferma – è il fatto di crearsi senza prove; Glauco ed io ci confrontiamo con uno scambio informativo via mail, con incontri, come se preparassimo un set. Poi, al momento della performance, modifichiamo, modelliamo, mettiamo in pratica in tempo reale. Ci siamo conosciuti anni fa a Forlì a un festival di Masque teatro».
Salvo, artista del suono, utilizza strumenti a corda e dispositivi di registrazione e riproduzione sonora. Per creare una interazione con l’ascolto in spazi aperti anche attraverso l’elaborazione di paesaggi sonori artificiali, attraverso l’uso di suoni generati elettronicamente, con registrazioni ambientali, oggetti vibranti. Introduce ancora la danzatrice: «Fra i progetti che ci hanno fatto incontrare, c’è stato il mio “Nobody indiscipline”, sorta di scambio di pratiche fra artiste e artisti di vari settori, quasi un confronto di saperi. Senza però avere il fine di una progettualità precisa, “scritta”, ma solo basata con fini informativi, di conoscenza». Nella performance al parco, l’interazione fra i due artIsti avviene attraverso suoni elettronici che «Glauco emette con dispositivi portatili collocati nello spazio aperto. Io interagisco con l’intento di creare un ascolto profondo, senza sapere però cosa andremo a fare lui ed io; rispetto a una coreografia strutturata, qui devo agire con una percezione e un tipo di ascolto che mi costringe a spostarmi nello spazio e a sviluppare un tipo di ascolto che prevede una imprevedibilità legata al momento. Non prepararsi prima serve a costruire uno spazio di coabitazione insieme».
Ingresso libero.

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