RIMINI. «Lui suona il piano, lei canta. Lui sta seduto, lei sta in piedi. Lui è un po’ nevrotico, lei un po’ isterica. Il pianoforte, no, è tranquillo».
Questo il punto di partenza dello spettacolo “Un pianoforte per due” che andrà in scena questa sera al Lapidario del Museo della Città di Rimini con Bob Messini e Francesca Airaudo diretti da Loris Pellegrini.
Airaudo, com’è nato questo spettacolo?
«Questa messinscena ha una genesi molto lunga – racconta l’attrice –. Io e Messini siamo ormai come una vecchia coppia perché tutto è nato molti anni fa per un progetto di Riccione, “Parabolica”, in cui portavamo a teatro il palinsesto televisivo e noi conducevano il varietà “di prima serata” alla modalità di Studio Uno. La coppia aveva funzionato così bene che si è pensato di riproporla in un contesto diverso, come uno spettacolo a sé stante. Lui suonava il pianoforte e io cantavo: da lì abbiamo pensato di creare questo spin off, anche perché ci siamo trovati subito in sintonia e abbiamo scoperto di avere gli stessi gusti musicali. Lo spettacolo si può definire “musicale”, con molte canzoni, cioè, ma intrecciate nel contesto di una lunga “schermaglia” di chiacchiere fra noi. E la struttura stessa è, in qualche modo, musicale: si potrebbe pensare alla sequenza tipica di una canzone: introduzione, strofa, ritornello, chiusura».
Cosa accadrà quindi in scena?
«Ci presentiamo senza interpretare personaggi ed entrambi ci chiamiamo con il nostro nome reale, il che non ci impedisce di dar vita a due caratteri: timido e pasticcione, ma tutt’altro che sciocco, lui; aggressiva ma con una sua dolcezza “musicale” io. Si sono delineati così due personaggi: lui il pianista introverso dal sarcasmo pungente, lei che vuole emergere a tutti i costi. Sono siparietti molto divertenti in cui litighiamo, chiacchieriamo, cantiamo e parliamo anche di noi».
Tra voi c’è poi il pianoforte.
«Sì, il pianoforte rappresenta un’isola scenica, una sorta di tappeto di Peter Brook: noi gli giriamo intorno, ci appoggiamo, ne traiamo conforto, lo usiamo come fosse, insieme, un’arpa e un frigorifero».
Quali musiche avete scelto?
«Le musiche sono di Bindi, Martino, Maurimes, Remigi, Tenco, Vian. Ci sono poi le canzoni del padre di Bob, grande jazzista che non c’è più a cui abbiamo voluto fare questo omaggio. Talvolta alcuni brani famosi subiscono qualche manomissione ma sempre in maniera sofisticata e in un’atmosfera morbida».
Siete sospesi anche in un altro tempo o siete immersi nella contemporaneità?
«La situazione è assolutamente attuale e sono sicura che verrà valorizzata al massimo dalla location del Lapidario, con il giardino a fare da sfondo al pianoforte. Il Comune di Rimini sta facendo un grande sforzo per creare tanti eventi insieme alla collaborazione di artisti del territorio ed è un bel segnale di ripartenza».
Inizio alle 21.30. Ingresso gratuito su prenotazione 0541 793851

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Salvatore Barbieri
About the Author

Giornalista professionista dal 1988. Ha lavorato al Messaggero, alla Gazzetta di Pesaro, alla Gazzetta delle Dolomiti e ha collaborato con Ansa, Aga, Specchio, La Stampa, America Oggi. Attualmente è vice caposervizio della redazione Cultura & Spettacoli del Corriere Romagna.

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