Lo staff e la sala centrale di Agrofficina FOTO MAURO MONTI

C’è un locale affacciato su Castel Sismondo, a due passi dal cuore di Rimini, che rappresenta il legame della città con le sue campagne. Agrofficina, bottega e bistrot, nasce nel 2018 su idea di una giovane architetta riminese, al suo rientro in Italia dopo una lunga trasferta dovuta a studi e professione, fra Milano e Barcellona. «Abbiamo pensato a questo luogo come un ritorno alle origini –spiega Annachiara Leardini –. L’idea è stata quella di creare quindi un’atmosfera informale unendo la nostra proposta di cucina a quella produttiva dell’azienda agricola di famiglia».
Una “serra” in città per assaporare la campagna. In uno spazio che era sfitto da tempo in piazza Malatesta, che affaccia proprio su un lato di Castel Sismondo, Annachiara Leardini ha progettato, utilizzando il legno per creare una sorta di serra che racchiude la sala in cui oggi prendono posto 28 posti a sedere (normalmente sarebbero una quarantina). «Uno dei ricordi più belli che ho è proprio quello di mia nonna e di quando insieme piantavamo i semi nella serra, per ricavarne le piantine da trapiantare poi in campo», spiega Annachiara. Il locale, con il grande tavolo di legno al centro, sfrutta poi la luce naturale della grande vetrata sulla via, allestita come una sorta di vetrina in cui campeggiano le cassette degli ortaggi di stagione che vengono venduti nonché utilizzati per il menù. Insomma, in questo posto si concentrano le passioni di Annachiara Leardini, architettura e cucina, voglia di accoglienza, che passa in primis anche dallo staff, costituito oggi dai due cuochi Andrea Poggiali ed Manuele Tausani, e da Gabriel Giannini, studente in filosofia addetto alla sala.

Dal campo alla cucina con passione. Quindi dall’orto dei genitori frutta e verdura, il pesce dal mare poco lontano, la carne in minima parte e sempre da fornitori selezionati. Quello che entra in cucina passa per le mani di Andrea Poggiali, fin dall’inizio al fianco di Annachiara in Agrofficina, che ha fatto la sua gavetta di cuoco al fianco dello chef Paolo Bissaro, ora quasi vicino di casa al ristorante Augusta poco distante da qui, ai tempi in cui lavorava nelle Marche a La Canonica. «Ho fatto diversi lavori prima di approdare alla cucina, ma è proprio qui che ho trovato la mia dimensione, anche io ho unito i miei interessi, mi piace esprimere la mia creatività e posso farlo unendo gli ingredienti, accogliere le persone … ascoltare anche la musica che mi piace –spiega Andrea Poggiali –. Poter fare un lavoro che ci gratifica ci consente di farlo prendendoci i nostri tempi, e questo lo impariamo dalla natura, che ci dà frutti diversi in ogni stagione, perciò lo rispettiamo nel menù. Così come quello che facciamo noi, lavorando qui, è vivere e imparare ogni giorno cose nuove, lo stesso cerchiamo di trasferire alle persone che si rivolgono a noi per mangiare o per acquistare i prodotti che selezioniamo e produciamo».
Della zucca si mangia tutto, golosità anti spreco. Lo studio di Andrea Poggiali sulle materie prime, lo ha portato a sperimentare tutte le possibili soluzioni per utilizzare ogni parte delle verdure e degli ortaggi di stagione, ad esempio la zucca, di cui cuoce a bassa temperatura la polpa, ne ricava purea, ne arrostisce la buccia, ne carammellizza i semi, ne ricava polveri essiccandola. «È un modo di trasmettere consapevolezza rispetto a una maggiore sostenibilità ambientale che passa anche dalle scelte alimentari di chi consuma, e nelledecisioni rispetto agli ingredienti da parte di chi cucina per gli altri» sottolinea lo chef. Il menù di Agrofficina racconta queste scelte che parlano molto di orto, appunto, ma anche di piatti della tradizione che confortano, ma che magari si sposano anche con elementi che arrivano da lontano, come il “Ramen romagnolo” , che unisce idealmente Romagna e Giappone nella condivisione di un tratto che effettivamente caratterizza le due culture alimentari: l’amore per i brodi, la pasta fatta a mano, la freschezza degli ingredienti.
Al momento Agrofficina cucina solo a pranzo, alla fine adeguarsi alle nuove regole della pandemia è stata una occasione per rendere più sostenibile i propri orari di lavoro. Si può orinare anche da asporto dal lunedì al sabato scegliendo dalla carta, la consegna avviene dalle 12.30 alle 14.30, alla sera invece solo nel week end. Si ordina tramite Whatsapp al numero al 392 4746729 e si paga utilizzando Satispay, carta di credito o contanti.

Liliana Arrigoni con la figlia Annachiara Leardini al banco di Agrofficina al Mercato coperto FOTO MAURO MONTI

Foglie, frutti di stagione ed erbe selvatiche dal campo al banco del Mercato coperto. Liliana Arrigoni ogni giorno porta al Mercato coperto di Rimini, banco numero 22, la verdura dei suoi campi fuori città, in direzione di Coriano. «Adesso è stagione di cavoli soprattutto, ma il nostro forte sono le erbette che coltiviamo senza nessun tipo di trattamento e assumono il loro sapore dalla terra, anche perché le coltiviamo fuori serra in campo aperto», spiega Liliana al banco delle verdure che porta lo stesso nome della bottega bistrot Agrofficina avviato dalla figlia Annachiara in piazza Malatesta a Rimini. In questa stagione è certamente il verde il colore che prevale, quello delle erbette effettivamente molto gustose, ma soprattutto quello dei cavoli di ogni tipo, delle barbe di finocchio, delle insalate e delle cicorie e anche delle erbe spontanee che crescono tra i filari delle vigne e del frutteto e che la signora Liliana raccoglie e porta al suo banco, per chi già le conosce e le cerca, ma dispensando anche qualche consiglio a chi invece non saprebbe come utilizzarle. Oggi si trovano foglie di borragine, le prime rosole per i crescioni, e radicchi. Uno di questi è il crespigno, e dice il detto ricordato da Liliana che «un scarpegn a febrèr l’è un magné da cardinèl», per ricordare come questa fogliolina dentellata sia considerata una delle erbe selvatiche più gustose che la Romagna povera trovava e cucinava tradizionalmente in insalata, lessate, come ingrediente per zuppe e minestroni. Ogni stagione avrà poi i suoi frutti e una delle produzioni più di pregio di Agrofficina, oltre anche a una quota di frutti e uva, è senza dubbio quella delle cipolle, compresa la varietà cosiddetta “dell’acqua” o di Santarcangelo, ormai quasi introvabile. In periodo di lockdown anche Agrofficina aveva avviato la consegna delle cassette di verdura a casa «una modalità che si è rivelato per noi una grande salvezza psicologica, senza i vostri sorrisi e i vostri saluti non avremmo avuto la stessa forza per ripartire così carichi» commentano in azienda. La consegna ora continua, l’ordine minimo è di 15 euro per la consegna gratuita, 2 euro per spese inferiori o per consegne fuori dal comune di Rimini, sia per la consegna dei prodotti dell’azienda agricola che dei piatti. Per la consegna oltre a indicare una lista dei prodotti con i relativi quantitativi, vanno indicati recapiti, il nominativo, l’indirizzo e il citofono, per consegna che avverrà il martedì, giovedì e sabato. In alternativa si può andare a ritirare la cassettina di verdura direttamente in Agrofficina in piazza Malatesta concordando l’orario del ritiro. Info: 392 474672, Agrofficina rimini@gmail.com

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