Agricoltura, la guerra e i rincari affossano l’avicoltura romagnola

 Il rincaro “spaventoso” del costo dei mangimi mette in forte difficoltà 202 allevamenti dell’Emilia-Romagna, di cui oltre la metà specializzati nella produzione di uova da consumo. A lanciare l’allarme è la Coldiretti della provincia di Forlì-Cesena sulla base dell’indagine Ismea su costi e consumi in avicoltura. Il settore risulta “tra i più duramente colpiti” dai rincari dove il 60% dei costi di produzione è rappresentata dai mangimi con aumenti medi dei costi correnti del 53%, analizza il presidente Massimiliano Bernabini. L’avicoltura è “in forte espansione” in regione, tuttavia, lo scenario odierno, con le aziende “in grave affanno che non riescono più a sostenere i costi produttivi e sono costrette a vendere a prezzi che non garantiscono una adeguato profitto”, favorisce le importazioni di carni e uova straniere da Paesi che “non osservano gli stessi nostri criteri di allevamento, di rispetto dell’ambiente e del lavoro rappresentando una minaccia per la nostra salute”. Una recente indagine di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha calcolato che le aziende del settore per i soli costi dei mangimi potranno arrivare a spendere fino a 166.000 euro con perdite medie fino a 99.000 euro per gli allevamenti di polli. Ma pesanti conseguente ci saranno per l’intera filiera agroalimentare e per tutti i settori agricoli.

Il governo ha varato diverse misure di sostegno per aiutare le imprese agricole: 180 milioni di euro per l’accesso alla garanzie Ismea sui mutui, il bando sui contratti di filiera da 1,2 miliardi di euro le cui domande si potranno presentare dal 23 maggio, la sostituzione dei fertilizzanti chimici con il digestato, lo sblocco dei pagamenti di Agea per gli allevatori, la rinegoziazione dei mutui agrari e garanzia Ismea. L’ultima misura varata dal governo “consente alle piccole e medie imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che hanno registrato un incremento dei costi per energia, per carburanti o materie prime nel corso del 2022 di accedere alla garanzia diretta di Ismea con copertura al 100% per nuovi finanziamenti”. E risposte, conclude Bernabini, sono arrivate anche in materia energetica per installare impianti fotovoltaici sui tetti delle strutture produttive, permettendo di vendere l’energia prodotta, e contro il caro petrolio con la proroga fino all’8 luglio delle aliquote agevolate sull’accisa e l’azzeramento di quella del gas naturale usato per autotrazione.

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