E’ difficile parlare di acqua potabile, come risorsa vitale, nell’occidente del mondo. Noi non diamo nessun valore a questo bene, che pure ci è essenziale per vivere. Non gli diamo valore perché non siamo abituati a considerarlo come una risorsa. Ne abbiamo tanta, o almeno così sembra. Talmente tanta che usiamo acqua potabile anche per gli scarichi dei nostri bagni, per lavare i pavimenti, per irrigare i giardini, per lavare le macchine. Eccetera. Ma non è così ovunque, se è vero, come è vero, che ad oggi circa un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile.

Loro sanno molto meglio di noi quanto sia preziosa. Tanto è vero che, come ho letto in un libro di recente, dovremmo cominciare a ribaltare la frase sopra: “oggi sei miliardi di persone hanno ANCORA accesso all’acqua potabile”.
L’acqua si è formata sulla Terra circa 6 miliardi di anni fa. Da allora, che ci crediate o no, le molecole di acqua che circolano sul nostro pianeta sono sempre quelle. Circolano fra mare, ghiacci, terreno, animali e piante, ma sempre quelle sono, e quelle rimarranno. La stragrande maggioranza dell’acqua del pianeta noi non possiamo utilizzarla. Il 96,5% dell’acqua si trova nei mari, ed è, ovviamente, salata. Poi ce n’è un 1,7% nelle falde sotterranee, un 1,8% nei ghiacciai, e uno 0,2% nelle acque superficiali (fiumi e laghi). E comunque, di tutto il totale, l’acqua potabile e dunque buona per noi è solo l’1%. Anzi, ora. Ora una gran parte l’abbiamo inquinata. Quindi ne resta lo 0,5%… Comincia a sembrarvi più preziosa? È comunque la stessa di cui dicevamo, che scarichiamo nei water, con cui ci laviamo le auto, eccetera…
Lo 0,5% del totale. E sta diminuendo. Ancora? Perché? Intanto perché i mari, a causa del riscaldamento globale si stanno alzando. Sempre più acqua si scioglie dai ghiacci perenni dei poli (per noi non era comunque disponibile) e dai ghiacciai montani e finisce in mare. Dove per noi è persa. Ma dal mare poi rievapora e torna a terra, direte voi. Vero solo in parte. L’acqua che forma le nuvole viene per l’86% dal mare e per il 14% dalla terraferma. Ma ogni 5 gocce di pioggia che si formano, 4 ricadono in mare. E per noi sono di nuovo perse. Di quella gocciolina buona che cade a terra, buona parte è formata da acqua evaporata da fiumi, laghi, paludi, terreni e foreste. Ma cosa stiamo facendo noi a questi sistemi? Li stiamo bonificando, li stiamo cementificando, li stiamo canalizzando facendo correre l’acqua più velocemente in mare. Insomma, stiamo riducendo l’evaporazione. E quindi l’acqua buona per noi, da bere. E non basta.
Ogni volta che vediamo le foto dei ghiacciai alpini che si riducono a causa del riscaldamento globale, ci intristiamo, giustamente; vediamo un paesaggio montano bello e che durava nei secoli, che si modifica e questo ci dispiace. Ma non pensiamo a un’altra cosa, ancora più vitale. Che l’acqua contenuta nei ghiacciai montani è, in gran parte, l’acqua che noi beviamo in primavera e in estate. Viene stoccata, immagazzinata nei ghiacciai durante la stagione fredda, e rilasciata lentamente, formando corsi d’acqua che arrivano poi a noi, durante il resto dell’anno. E noi la beviamo. Più diventano piccoli i ghiacciai, meno acqua è immagazzinata lì, per noi. Non è più lì. I ghiacciai si riducono, tanto e velocemente, e cedono la loro acqua al mare, dove diventa non più sfruttabile. Capite quanto è poca, preziosa, insostituibile la nostra acqua potabile, e come ogni goccia sprecata sia un orrore da correggere?
Secondo il World Water Development Report dell’Onu, oggi quasi due miliardi di persone vivono in aree in cui la scarsità d’acqua è un rischio elevato. Cento anni fa erano “solo” 240 milioni. La cifra si avvicina ai 4 miliardi se si contano tutti coloro che vivono questa condizione almeno un mese all’anno, e il rischio che questo accada supera il 70% in almeno 22 paesi nel mondo. L’acqua è un bene talmente prezioso, da scatenare guerre per averla (ne riparleremo). E noi la sprechiamo pure.

*Naturalista e Divulgatore scientifico – ex europarlamentare

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