Affronte: muoversi elettrico

Nel pieno di un’emergenza ambientale senza precedenti, affiancata e rafforzata dalla crisi climatica e da un consumo di risorse naturali senza freni, non siamo nemmeno vicini alla svolta epocale richiesta per affrontare questi fenomeni e quello che ritengo sia un punto cruciale nella storia della nostra specie. Chiamatela transizione ecologica, svolta green, o cambio di paradigma, fatto sta che stiamo facendo troppo poco e troppo lentamente. Eppure, qualche segnale c’è.

Una sempre più diffusa sensibilità verso questi temi (grazie anche al ceffone Covid19), e bagliori di cambiamenti che seppure lenti e parziali vanno nella direzione giusta. In questo senso, si discute da tempo e in certi ambiti anche animatamente se la svolta verso la mobilità elettrica, soprattutto mobilità privata, sia un punto nodale di questo cambiamento.

Riducendo il problema alle basi, ma molto altro si potrebbe dire, è vero che l’energia elettrica che alimenta queste auto è, al momento, in gran parte prodotta da fonti fossili e fino a quando non ci liberiamo di queste, auto elettrica o meno, continueremo a buttare gas serra in atmosfera. Il riscaldamento globale però, purtroppo, non è l’unico problema ambientale che abbiamo. Lo sappiamo bene noi qui nella pianura padana, una delle aree con inquinamento atmosferico più elevato al mondo. Da questo punto di vista, le auto elettriche ci danno una grossa mano: infatti non producono nessuna delle sostanze inquinanti che poi contribuiscono alla pessima aria che respiriamo.

In realtà le eventuali problematiche ambientali delle auto elettriche sono molto più legate alla loro produzione che non al loro impiego: alcuni componenti di questi automezzi necessitano infatti di materiali potenzialmente tossici come litio, nichel, cobalto, alluminio e rame. È vero che, in gran parte, sono materiali che a fine vita possono essere resi innocui e riciclati, ma resta la preoccupazione per lo smaltimento delle batterie.

Esistono aziende specializzate che provvedono allo smaltimento del litio e di tutte le sostanze nocive contenute negli accumulatori come il manganese o il cobalto, ma è anche vero che questi processi hanno costi importanti. Meglio allora pensare a riutilizzare le batterie, invece che smantellarle. Ad esempio, possono essere sfruttate in alcuni esercizi commerciali per alimentare i dispositivi elettrici, oppure come in Giappone, per alimentare i lampioni dell’illuminazione stradale.

Comunque l’auto elettrica… corre. Secondo il report pubblicato il mese scorso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, le vendite di auto elettriche hanno superato nel 2019 i 2,1 milioni di euro a livello mondiale, superando il 2018 – che era già un anno record. Ma il segno positivo, con punte anche oltre il 40%, persiste ormai da diversi anni. Va notato che la crescita dell’elettrico nel 2019 si inserisce in quello che invece è il terzo anno di contrazione del mercato automobilistico globale. Nel mondo, ora il 2,6% delle auto è elettrica; poco, ma in crescita rispetto al 2,4% del 2018 e all’1% del 2017.

L’anno scorso la Cina è stato il mercato più grande del mondo (1,06 milioni di auto elettriche vendute), seguita dall’Europa (560000) e dagli Stati Uniti (326000); queste tre regioni hanno rappresentato oltre il 90% di tutte le vendite.

Non solo auto, ovviamente. Ormai un quarto di tutti i veicoli a due ruote su strada è elettrico, anche se si trovano per lo più in Cina (oltre il 95%) e in India. Sembra invece rallentare la produzione di autobus elettrici che è in declino dopo il picco del 2016. Nel 2019, le nuove immatricolazioni di autobus elettrici sono state circa 75.000, con un calo del 20% rispetto alle 93.000 unità del 2018. In totale, nel 2019 c’erano circa 513000 gli autobus elettrici in tutto il mondo.

Lentamente, ma si lavora anche sull’elettrificazione dei mezzi pesanti e persino delle navi. Molto indietro invece lo studio per gli aerei, dove siamo appena agli albori. C’è tanto da fare e si procede bene, ma la priorità assoluta deve essere convertire tutta la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

*Naturalista e Divulgatore scientifico – ex europarlamentare

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