Affetti collaterali: la vita non è un film

Ho un problema. Può sembrare una cosa da poco, ma non lo è.
Io non sono per niente romantica, mi danno fastidio anche i nomignoli o i vezzeggiativi che in una coppia sembrano essere normali, e i fidanzati che ho avuto finora hanno sempre vissuto male questo lato del mio carattere. Sono una persona che ama profondamente, per i miei cari e per chi amo, in generale, farei di tutto, però non sopporto i piccipicci, e non riesco proprio a fingere. So che per quieto vivere dovrei provarci, ma non ho intenzione di mostrarmi diversa da come sono in realtà. O meglio, non ce la faccio proprio!
Aurora

Catia Donini

Cara amica, io la capisco benissimo. Esiste un’ampia gamma di pre-giudizi (scritto proprio così, staccato, perché sono pensieri dati per buoni senza nemmeno ragionarci un po’ su), e quelli che inscatolano di default gli innamorati nella casella “romanticherie” sono duri da smontare. In questa posta del cuore si stanno delineando dei comportamenti da lettera scarlatta impressa sul petto: ad esempio, ci sono persone che non amano viaggiare, ma che non riescono a dirlo in società o ai partner perché “se non ti piace viaggiare devi avere per forza qualcosa che non va”.
Una mia amica una volta mi ha confidato, con perifrasi e cautele che mi avevano fatto pensare che prima di conoscermi fosse stata un’assassina seriale, che a lei non piace mangiare. È un’evenienza che in Romagna, lo so, è più rara di un serpente a 3 teste, ma lei mi ha raccontato che non era una cosa da potersi dire con leggerezza, perché finivano per guardarla male. Così si sorbiva cene di ore ed ore e lunghe disquisizioni sulla cucina e il cibo facendo la faccia della mucca al passaggio a livello, senza mai obiettare.
Dove sta scritto che l’amore, l’affetto, il sostegno si misurino a suon di “cucciolo” o “vita mia” (sentito ieri sull’autobus) mulinati ogni 40 secondi in ogni conversazione? Da nessuna parte. Però un po’ è colpa nostra che obblighiamo i compagni a guardare chili di rom-com (romantic comedy) americane dove per i primi 45 minuti lui fa follie per lei e nei successivi 45 lei fa pazzie per lui. Ripetiamo tutti insieme: LA VITA NON È UN FILM. E in ogni caso se i Suoi compagni hanno sempre da ridire su questo lato del Suo carattere, magari quello che a Lei e me (che sono romantica come il pilone di un viadotto) sembra routine, in loro genera insicurezza.
Tra una betoniera di miele e avere sempre l’espressione di chi sta per invadere la Polonia bisogna trovare una via di mezzo, è ovvio: ma se un uomo non è scemo dovrebbe riuscire ad accorgersi che valgono più gesti silenziosi, ma sinceri, di 4500 messaggini con scritto “cuore mio”.

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