Una mia amica frequenta un ragazzo da 3 o 4 mesi, e mi racconta sempre di quanto si piacciano e di come vadano d’accordo. C’è da dire che lei è un tipo che parte sempre in quarta, ogni volta idealizza i fidanzati e per i primi tempi ci intontisce di chiacchiere su quanto siano meravigliosi e poi finisce regolarmente male. Fatto sta che l’altra sera siamo usciti per la prima volta in comitiva, e a un certo punto mi sono ritrovata con lui fuori dal locale (eravamo usciti a fumare). Così a pelle già lui non mi piaceva, in più è una di quelle persone che quando parlano ti toccano, e a me dà fastidio. Poi lui subito ha piazzato lì delle espressioni poco carine sulla mia amica, confidandomi (era la prima volta che ci vedevamo) che non la capisce, che lei “è molto ragazzina”, che è un po’ sciocchina. Io ero a disagio e non ho spiaccicato parola, poi arriva la mia amica a recuperarci e a quel punto lui si è messo a ridere e scherzare con lei ed è tornato dentro.
Io sono stata zitta su tutta la linea, ma oggi al telefono lei mi ha parlato di lui nei minimi particolari, sottolineando che è poco affettuoso, che non vuole che lei dorma da lui perché lei si agita nel sonno e non lo fa riposare, ma che stanno tanto bene insieme e insomma la solita solfa. Io muta, ma mi rode il fegato, mi sembra chiaro che questo tipo non ha buone intenzioni e mi spiace perché lei soffrirà anche stavolta. Cosa devo fare?
Sabrina, Rimini

Catia Donini

Cara amica, anzitutto smettete tutti quanti di fumare, e di prender freddo fuori dai locali pestando (i piedi) e appestando (i polmoni vostri e altrui). Dopo questo avviso preliminare da VZR (Vecchia Zia Rimbecillita), venendo al problema amicale e sentimentale, non deve fare niente. Questo ragazzo mi sembra, in ordine sparso, un cretinetti, un maleducato, uno svaporato. Per la cronaca, anch’io detesto chi mi tocca mentre parla, ma capisco la questione della faticosa convivenza notturna con un compagno di letto che in fase REM pare una scimmia urlatrice e si sveglia ignaro e riposato, per cui su queste cose facciamo pari e patta. Il fatto è che l’amica non le ha chiesto un parere e non è venuta (ancora?) a piangere sulla sua spalla, per cui tenga le perplessità per sé. Da quel che mi dice, questa relazione potrebbe avere un futuro striminzito, ma che ne sappiamo noi, che ne sa Lei a parte quelle strambe confidenze fuori dal locale, magari il tipo aveva bevuto, magari è proprio inopportuno di suo, chissà. Io comprendo bene lo sfinimento che prende a sentire raccontare sempre le stesse disavventure e vedere persone cui vogliamo bene fare sempre gli stessi sbagli, con la tenacia del criceto nella ruota, ma Lei aspetti, stia alla finestra. E quando ci sarà bisogno allunghi, come ogni amica che si rispetti, il pacchetto di fazzolettini.

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