Affetti collaterali: la sindrome “del palombaro”

Affetti collaterali: la sindrome "del palombaro"

Io che prendevo in giro chi parlava solo d’amore, di fidanzati, di messaggini vari, io che ho già 35 anni e una vita piena di cose, ci sono cascata. Come si suol dire, con tutte le scarpe. Lui ha la mia età e non è nemmeno un granché da nessun punto di vista. Non è bello, non è ricco, non è particolarmente intelligente, parla solo di se stesso e non c’è quasi mai quando ho bisogno di lui. Usciamo insieme da quasi 6 mesi e mi ha detto praticamente da subito che non vuole impegni, fidanzate o legami, che si deve dedicare alla carriera e, mi pare di avere capito, a volteggiare di fiore in fiore (ha usato parole più banali).
Mi ritrovo ad aspettare le sue risposte ai miei messaggi come una sedicenne. Risposte che oltretutto non arrivano quasi mai. Ogni tanto ci provo a smettere di rendermi disponibile per lui, ma quando poi mi cerca perdo ogni dignità. Mi chiedo come sia potuto capitare.
Elena

Catia Donini

Non è niente di drammatico, cara amica, anche se al momento non riesce a capirlo per la sindrome che chiameremo “del palombaro” (quando sei in fondo al mare, pesante come una betoniera piena di cemento e non riesci a muovere un mignolo). Quello che Le sta succedendo capita a tutti, almeno una volta nella vita. Che noi si sia maschi, femmine, etero, gay e via così, ci siamo passati. Credo sia come una malattia infettiva, è utile prendersela perché poi almeno si è immunizzati per sempre. Alle volte probabilmente non c’entra nemmeno l’oggetto (sbagliato) del nostro desiderio, magari è la nostra vita coi suoi casini e le sue invisibili strade che ci ha portato fino lì, e chi c’è c’è. Se c’è un cretino, come nel caso in oggetto, va bene anche lui. È frequentissimo provare quello stupefatto sentimento che ci porta a dire anni dopo “Ma come accidenti (eufemismo) ho fatto a stare con questo/a? Come faceva a piacermi?”, seguito dalla stessa espressione che ci si stampa in faccia quando stiamo mangiando le patate al forno e becchiamo uno spicchio d’aglio grande come l’Ohio che si era mimetizzato alla perfezione. Un po’ meno frequente è accorgersene in corso d’opera: però, magari per qualche motivo inconscio – che non sta a noi indagare in poche righe – Lei in questo periodo della vita ha bisogno di avere intorno un tipo non bello, non brillante, non ricco, che parla solo di sé, che non vuole relazioni serie, che se la fa con una mucchia di altre donne e che non Le risponde quasi mai ai messaggi.
La domanda spontanea sarebbe: cosa deve scontare? Tafazzi è un personaggio a Lei familiare? Detto ciò, prenda questa parentesi per quello che è, sia consapevole che merita di più e si voglia bene anche se attualmente ha dei gusti pessimi in fatto di uomini. Aspetti che passi (succederà, si fidi). E sorrida per l’inconveniente, che magari un domani Le permetterà di girare al largo da accolli simili.

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