Durante il lockdown non riusciva a stare a casa, diceva che si sentiva soffocare, usciva in bici anche quando era vietato, andava dal fratello che sta in campagna a prendere aria buona. Le poche ore con me e il bambino per lui erano una tortura. Qualche volta era assorto a messaggiare, lui che non è mai stato tecnologico, ma in quel periodo tutti abbiamo avuto stranezze, essendo a casa dal lavoro e in ansia per la salute. Poi una notte non è tornato a dormire, mi ha scritto che restava dal fratello. Avrà già capito come va a finire: io la mattina telefono al fisso del fratello, mi risponde mia cognata che cadendo dalle nuvole mi dice che non lo vedevano da giorni. Quando è tornato gli ho chiesto come era andata in campagna e ha infilato una serie di balle recitate benissimo. Ho scoperto che ha un’altra, lui dice che è una cosa che solo durante il lockdown si è consolidata. Mi ha rinfacciato di non avere voluto vedere, dice che lui gli indizi li aveva disseminati, quindi insomma è anche colpa mia. Su quello che vuole fare, sul bambino nemmeno una parola, intanto continua a lasciare i panni da lavare e stirare come prima. Io ho 44 anni e lui 50, non siamo ragazzini. Però vuole sapere la verità? La cosa che più mi brucia è non essermi accorta, sentirmi dire che lui ci ha provato, a illuminarmi, ma io non ho colto i segnali. Mi brucia che andasse avanti da tanto, e tutti probabilmente sapevano ma io no, una cretina. So che dovrebbe essere l’ultima delle preoccupazioni, ma così è.
Susanna

Catia Donini

Cara amica, sulle cose che ci fanno soffrire o quelle che ci preoccupano nessuno può, e deve, fare graduatorie. Ogni ferita si va ad aggiungere alla nostra storia personale facendo venire fuori somme che possono sembrare arbitrarie, ma non lo sono mai. Se lei ha sempre fatto dell’avere tutto sotto controllo il suo punto di forza, ad esempio, quello che le farà più male sarà il caos, il non avere voce in capitolo. Ho scelto la sua mail tra le tante che raccontano di coppie scoppiate durante il lockdown, certo che questo cinquantenne sembra un cliché. Tradisce, inganna, si lamenta che lei non abbia colto gli indizi, come se la vita a 2 fosse un Cluedo sentimentale, e -costretto a passare tempo con lei e il figlio- si sente oppresso e scappa in bici (mai un controllo quando serve!). Capisco il malessere provocato da “tutti sapevano e io no”, e capisco che ci sia di mezzo un bambino, però suo marito deve stare a casa proprio ora che si potrebbe ricongiungere al nuovo affetto sempre più stabile? La donna con cui sta non possiede una lavatrice? Va bene essere compassati, ma al prossimo grumo di roba sporca che le ammolla in servizio lavastira, gli lasci l’indirizzo della lavanderia appiccicato al frigo e poi faccia un corroborante falò sul terrazzo con le camicie e le mutande. Può sempre rispondere che lei gli indizi li aveva lasciati, è lui che non li ha colti.

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