Non avrei mai pensato di scrivere a una Posta del cuore, ma mi sono sentita chiamata in causa dopo aver letto la lettera del ragazzo Incel, in cui diceva le stesse cose deliranti che questo branco di disagiati scrive su internet, anche in un forum molto seguito. Perché lo so? Perché il mio fidanzato ha come amico uno di questi soggetti. Si conoscono fin da bambini, sono cresciuti insieme, ora ogni tanto giocano a calcetto e bevono una birra. Lui, l’amico, è proprio come avete raccontato: 32 anni, mai avuta una storia, molto saccente, fa il programmatore e sta tutto il giorno al computer. Ovviamente ce l’ha con le donne, che sono prostitute (usa altri termini) che mirano solo ai soldi e se non sei bello nemmeno ti guardano. Il tutto espresso con modi violenti e alimentato da questi blog e forum in cui lo scopo è dare addosso a noi. Io con lui non ho nulla a che fare, ma il mio compagno mi racconta delle loro discussioni, anche se forse non mi riferisce proprio tutto (dice che di me non parlano mai, mah). Per me sono affermazioni gravi, lui dice che drammatizzo e che in fondo il suo amico si comporta così perché è molto solo. La loro amicizia non è in discussione, ma io a pensare a questi due che bevono al bar mi rodo il fegato.
Lavinia

Questa è una svolta interessante alla trama scritta dal prode Incel che ci insultava qualche settimana fa (per chi si fosse perso la puntata, riassumo che gli Incel sono uomini che esprimono il loro disprezzo verso il genere femminile perché non ricevono il sesso che ritengono spetti loro, in quanto le donne seguirebbero lo schema LSM-Look Status Money). Pensavamo di avere chiuso ogni porta all’idiozia di Fighter90, 30 anni, vergine, uomo che odia le donne, e di stare al sicuro nel nostro piccolo mondo de-fighterizzato, invece Lei fa un’obiezione sensata: l’idiozia va confinata o magari è contagiosa? Le regole dell’amicizia maschile sono diverse dalle nostre, per cui di certo il suo fidanzato è sincero quando dice che lui nell’esagitato offenditore di donne (che sembra lo spingitore di cavalieri di guzzantiana memoria) vede ancora il regazzino con cui è cresciuto. Sul fatto che questo arnese umano sia molto solo non ci piove, ma è un problema che dovrebbe risolvere da sé e andare a sacramentare in pubblico (se ho ben capito il genere) o sul web non giova. Però io sono sempre titubante nel mettersi in mezzo a rapporti (di amicizia, parentela o di qualsiasi tipo) che sono già nati e sedimentati quando ci affacciamo nella vita di qualcuno. È un amico del suo fidanzato, abbia fiducia e lasci che si disgusti da solo di questa pochezza. Non credo che ultimatum alla O ME O LUI siano utili, e poi vogliamo metterci al livello di questi tipi? Sorrida, faccia sì con la testa e lodi il suo fidanzato “per essere così leale e generoso nei confronti di una persona svantaggiata”. E vediamo cosa succede.

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1 commento

  1. Un’analisi molto approfondita, quasi quanto coloro che considerano le femministe tutte pazze o misantrope.

    Il fenomeno “incel” se così si può chiamare nasconde tutte le difficoltà del mondo maschile a relazionarsi, che sfociano in una frustrazione e rabbia, soprattutto verso se stessi.

    Per il mondo femminile questo diventa difficile da capire perché, chi più chi meno, le attenzioni, il corteggiamento, le occasioni, prima o poi capitano.

    Cosa che invece è del tutto assente per i maschi, che a volte spendono una vita alla ricerca di un momento di affetto. Non se ne faccia un cruccio se non riesce a capire ma, in nome del vero giornalismo, non confonda le sue conclusioni con analisi serie.

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