Affetti collaterali: questioni di corna e amiche

Affetti collaterali: questioni di corna e amiche

Il mio non è un problema di cuore, o meglio non riguarda direttamente me. Nel mio gruppo di amiche (siamo 4 o 5 e ci conosciamo da molti anni) ce n’è una che è sempre stata sfortunata in amore. Niente di grave, ma lei si ritiene una di quelle persone cui non ne va mai dritta una. Da 6 mesi si è fidanzata e ci ha fatto conoscere il moroso. Nomignoli, bacini, premure, romanticherie per tutta la cena, insomma sembrano innamorati alla follia. Il problema è che io e un’altra delle ragazze del gruppo lo abbiamo visto (pochi giorni dopo) con una tipa, in un bar, in atteggiamenti che non lasciavano dubbi (senza entrare in particolari, diciamo che siamo certe che non fosse un semplice appuntamento fra amici). E adesso ci angosciamo. Lo diciamo a lei o non lo diciamo? Se succedesse a me, preferirei saperlo.
Donatella

Catia Donini

Cara amica, questo è un dilemma antico e densissimo, al pari degli immarcescibili: c’è vita nel cosmo? chi siamo? dove andiamo? quando arriviamo, troveremo aperto?
Dire o non dire all’amica che ha le corna, questo è il problema. E una soluzione giusta per tutti non c’è.
Di certo, però, conta zero cosa vorremmo noi se fossimo nei panni della cornuta. Io, dopo – ahimé- esperienza sul campo diretta e indiretta, sono per non dire, perché ogni coppia ha i suoi equilibri e i suoi segreti, e poi non di rado succede di non essere credute, essere viste come gelose e invidiose, rovinare l’amicizia (che nel vostro caso è di lunga data). Oppure (altro caso di vita vissuta) scoprire che la tradita in realtà sapeva già, e se lo faceva andare bene. Quello che è inconcepibile per noi può essere accettabile per altri, e se vogliamo bene ai nostri amici non sta a noi giudicare.
Io però credo ci siano delle vie di mezzo, che con cautela si possono esperire. Anzitutto, andrei da questo bellimbusto (era da secoli che volevo dare del bellimbusto a qualcuno, finalmente la definizione è adatta!) e con un sorriso amabile direi che “ma sai che io e X l’altro giorno ti abbiamo visto nel bar Y? tu non ci hai visto per cui non abbiamo voluto disturbarti dato che eri in compagnia” (è pure concesso ammiccare vistosamente e dare di gomito): uomo avvisato etc etc. Poi, starei con occhi e orecchie aperte quando l’amica fa i suoi racconti: con garbo, se ha qualche dubbio, incunearsi chiedendo se è sicura che lui non abbia altre persone, insomma proporre lo scenario senza squadernarle cartelli con scritto GUARDA CHE HAI LE CORNA. E, se mai scoppiasse il casino, evitate (vi prego, fidatevi di me) frasi come “lo sapevano tutti, eccetto te”.
Lei, jellata in amore e ora allo zenith dell’innamoramento, avrà 6 etti di prosciutto di Carpegna sugli occhi.
Va così, ci siamo passati tutti.
Non serve infierire.

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