Affetti collaterali: la mamma e la morosa del figlio

Affetti collaterali: la mamma e la morosa del figlio

Sono una mamma praticamente single, ho dovuto tirar su mio figlio da sola o quasi. Ora ha 22 anni ed è un ragazzo in gambissima, ma di recente si è fidanzato. La prima cosa seria dopo tante storielle. La sua morosa però è veramente insopportabile. Capricciosa, smorfiosa, con unghie lunghe una spanna e le extension, sempre truccatissima anche alle 8 di mattina. Non è la donna per lui, anzi faccio fatica a capire come gli possa piacere. Ho cercato di parlargli, ma non mi ascolta. Cosa posso fare?
Clara

Affetti collaterali: la mamma e la morosa del figlio
Catia Donini

Niente. La ragazza deve piacere a lui, e non a lei. Ha 22 anni, è in gamba, lo lasci respirare, sperimentare. Se tutto andrà liscio, meglio per tutti. Se qualcosa andrà storto, lei sarà lì per lui. E smetta di giudicare. Se lui se ne è innamorato, un motivo ci sarà.

Affetti collaterali: la mamma e la morosa del figlio

Non è proprio un problema di cuore, però è un problema. Sono stata sposata per 14 anni, il matrimonio è finito da poco, le feste mi fanno tristezza e ora mi toccano pure pranzi e cene in famiglia che mi faranno sentire uno schifo, in cui i parenti mi faranno domande e vedrò coppiette felici.
Micaela

Affetti collaterali: la mamma e la morosa del figlio
Catia Donini

Amici, amiche, vi capisco e -come si dice in Romagna- vi sono in mezzo al cuore. Però iniziate a scrollarvi di dosso i doveri che doveri non sono. Se le feste fatte in famiglia vi angosciano, trovate un’alternativa. Andate a fare un viaggio, o se non avete budget e ferie da spendere, fingete di farlo e state in casa ad immergervi nelle cose che vi piacciono. Guardate le serie TV, mangiate il pandoro sul divano, ballate Gloria Gaynor, leggete un libro di quelli che vi fanno stare svegli tutta la notte, e chi se ne frega visto che poi si può dormire. Stare a casa non fa per voi? Andate alla Caritas e chiedete come potete essere utili in questo periodo dell’anno che per chi è in difficoltà è duro come un pugno nello stomaco. Puntate tipo stalker un vicino vecchio e solo, portategli una fetta di panettone, parlateci. Se vi piacciono gli animali, cercate un rifugio nella vostra zona, andate a dare un occhio, e se qualche cane o gatto ha bisogno di uno stallo, date la vostra disponibilità fino al 7 gennaio. Altrimenti fate fare una passeggiata a un paio di cani o mettetevi ad accarezzare compulsivamente i gatti ospiti. Se poi non potete o volete fare nulla di tutto questo, andate alle incombenze familiari stampandovi in faccia il celeberrimo sorriso/paresi, da non dismettere mai, nemmeno mentre infilate in bocca i cappelletti. E a qualsiasi tentativo di commento riguardo il periodo che sta vivendo (l’ammmore, il matrimonio finito, la solitudine, la vita e i suoi derivati), cara Micaela, risponda con uno dei mantra di questa posta del cuore: “d’altronde è così”. Di solito, alla quarta o quinta risposta del genere, smettono.

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