Affetti collaterali: l’amato ex che chiede di nuovo di me

Affetti collaterali: l'amato ex che chiede di nuovo di me

Sono sposata da tanti anni, ho 2 figli che vanno alle medie, una vita tutto sommato felice. Però recentemente una mia collega mi ha raccontato che ha visto in un ristorante il mio primo fidanzato, che era andato a vivere in un’altra città ed è tornato qua da poche settimane. Lui era con un amico, e non aveva la fede. Le ha chiesto di me, e mi ha mandato i suoi saluti. Quando la mia collega me lo ha riferito ho iniziato a fantasticare, sono perfino andata sui social a cercarlo. Sembrerebbe single. Non si può dire che sia invecchiato benissimo, ma il nostro è stato un grande amore e ora mi chiedo se contattarlo o no. Magari nemmeno io sono invecchiata bene, e potrebbe rimanere deluso. Però insomma, non riesco a smettere di pensare al tempo passato con lui (siamo stati insieme per 5 anni) e a come avrebbe potuto essere la nostra vita insieme. Lei crede che dovrei scrivergli?

Mariacristina

Catia Donini

Ma per carità. Lasci perdere il passato, i social, le nostalgie e tutto il pacchetto. Questa storia d’amore così meravigliosa e così rimpianta, tra l’altro, è finita e ci sarà (stato) un perché.
Ci manca solo il recupero fuori tempo massimo di un ex nemmeno ben conservato…lui, oltretutto, può averle mandato i saluti per educazione, per pura formalità, perché magari non sapeva più di cosa parlare con la sua collega (e forse stava arrivando la grigliata mista), o per altri milleseicento motivi che non c’entrano nulla con il desiderio effettivo di rivedersi. Lei ha una vita “tutto sommato” felice: se la tenga ben stretta e lasci stare vecchi fidanzati che oltre ai cambiamenti fisici possono averne avuti di psicologici e caratteriali. Capita di incrociare antichi conoscenti che, con la polverina magica unicornosa della nostalgia, ricordavamo brillanti, speranzosi e interessanti e 30 anni dopo ripetono a rullo frasi fatte, dicono “pultroppo” e “semafero” e hanno tatuaggi tribali sul bicipite floscio.
Magari, più che altro, io mi farei due domande sullo scarso entusiasmo che pare mettere nell’esistenza di cui sopra, dove del marito -quello che l’ha vista spettinata e autentica in tutte queste mattine, che ha creato con Lei una famiglia che regge- non vi è traccia.
Per la milionesima volta, rendiamoci conto che la vita non è un film: le commedie romantiche in cui lui e lei si amano, si perdono, si ritrovano dopo secoli e nessuno dei 2 ha l’artrite, la glicemia alta o l’insofferenza acuta verso il mondo sono pellicole di fantascienza.

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