Affetti collaterali: una chance al ragazzo cafone

Affetti collaterali: una chance al ragazzo cafone

Cari Affetti collaterali, sto da 6 mesi con un ragazzo. Io ho 26 anni, lui 30. Il motivo del mio disagio è che ho notato che quando siamo fuori casa lui non è gentile con le persone. Mi spiego meglio: andiamo al ristorante? Tratta male il cameriere, mai un grazie, si lamenta di ogni cosa perché “lui paga”. Andiamo in un negozio e fa la stessa cosa con i commessi, alza la voce, è capace di farmi vergognare, ma se glielo faccio notare proprio non capisce. Nella sua famiglia sono fatti allo stesso modo: la madre ha una signora delle pulizie che tratta veramente a pesci in faccia. Ho cercato di intavolare più volte una discussione su questo argomento, perché sono in imbarazzo ogni volta che dobbiamo andare da qualche parte. Ma è come parlare ad un muro, lui non comprende cosa ci sia di sbagliato in questi atteggiamenti. Le mie amiche mi dicono che un uomo così (ha un sacco di qualità e mi vuole veramente bene) non si trova ad ogni angolo e che ognuno ha i suoi difetti, ma io spesso vorrei sotterrarmi.
Mariachiara

Catia Donini

Cara amica, anzitutto come prima cosa -è ormai un must di Affetti collaterali- lasciamo perdere l’entità qui definita come “le mie amiche” (altresì nota come “la gente”). Il fidanzato è suo, per cui concentriamoci su voi due. Mi balza agli occhi il fatto che Lei prima dica che il fidanzato non è gentile con le persone, poi però mi parli solo di categorie che sono, in qualche modo, prive di potere. Il fidanzato è cafone anche con il capufficio? Con il direttore di banca cui va a chiedere un finanziamento? Qualcosa mi dice di no. Spesso certi comportamenti si apprendono in famiglia, e infatti Lei mi racconta che la madre fa cose del genere con la collaboratrice domestica.
Parli chiaro con lui. Non lo faccia quando siete in pizzeria che altrimenti con un occhio seguirà le evoluzioni del pizzaiolo per poi frantumargli i cabbasisi su quanto poco basilico ha messo sulla SuperVesuvio, se ho capito bene il tipo. Poi lo intimi di guardare fisso il labiale e scandisca: SE ANCHE NON CI VEDI NIENTE DI SBAGLIATO NELL’ESSERE CAFONE DEVI SMETTERLA PER ME, PERCHÉ MI FA STARE MALE. So che dovrebbe venire naturale ma diamo una chance a questo trentenne. Personalmente, la maleducazione è un elemento che mi fa scendere la libido come neanche le sopracciglia depilate ad ali di gabbiano: ma magari lui, pur non capendo il cuore del problema, si sforzerà di fare qualche aggiustamento per Lei. E magari scoprirà strada facendo che un “grazie” e un “per favore” possono fare vivere meglio, e che il barista non sputerà più nel suo cappuccino appena lui si volta. Altrimenti lasci perdere: c’è tanto bisogno di gentilezza a questo mondo, stiamo lontani da chi la inquina.
PS: ho apprezzato il fatto che Lei abbia chiamato la colf della suocera “signora delle pulizie”. Signori si nasce, come diceva Totò, a prescindere.

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