Aeroporto di Rimini, si vola dalla Russia a Monaco

Aeroporto di Rimini, si vola dalla Russia a Monaco

RIMINI. Una trentina di voli settimanali su 17 destinazioni, con new entry del calibro di Mosca a San Pietroburgo. Airiminum, la società che gestisce l’aeroporto Fellini di Rimini, forte dei numeri fin qui ottenuti, rilancia la sua attività, ricercando maggiore integrazione con il territorio. Da qui le proposte di rilanciare il ruolo della Repubblica di San Marino e di sviluppare un sistema di fundraising per risorse aggiuntive per le compagnie aeree, da affiancare a quelli pubblici. Il primo volo, ricorda alla stampa la presidente Laura Fincato, è datato 1 aprile 2015, ora “siamo il 28esimo scalo su 40”. A conferma che non si tratta di “un’avventura, ma di un progetto”, che punta in particolare sull’internazionalizzazione.
Ecco allora il ritorno di Ryanair, che “ha significato molto”, e l’arrivo di Lufthansa con un volo su Monaco di Baviera. Rimini, aggiunge l’amministratore delegato, Leonardo Corbucci, è lo scalo “maggiormente collegato con la Russia ed è quello con la migliore crescita in Italia”.

Per il 2019 si prevede un incremento di passeggeri di oltre il 33%, superando quota 400.000; i ricavi a 10,6 milioni, da 8,2; l’Ebitda a quasi 2,9 milioni di euro; e un patrimonio netto di 10,5 milioni di euro da 8,7 di fine 2018, senza indebitamenti con le banche. Quest’anno saranno 17 le rotte di linea, senza trascurare i charter, che rappresentano il 23% del portafoglio passeggeri. Il primo mercato, prosegue Corbucci, è la Federazione russa, il primo vettore Ryanar. Si tratta principalmente di un “traffico di incoming turistico, dai paesi dell’Est, fortemente stagionalizzato.

Nel 2018 Ryanair è passata da tre a cinque destinazioni, Ural airlines da una a quattro, ci sono poi Rossiya e Albawings. Nel 2019 oltre Lufthansa, atterrano anche Pobeda, con l’obiettivo di estendere i voli all’inverno, Skyup e Fly Ernst. Tra le mete: quattro voli a settimana per San Pietroburgo, Mosca e Varsavia-Cravoia; sei per l’Albania; due per Londra e Budapest. L’ad a questo punto vuole coinvolgere maggiormente il territorio per fare del Fellini la porta della Romagna, il “punto di collegamento con il mondo”. Con 400.000 passeggeri, argomenta, si creano 1.600 posti di lavoro, si garantiscono 700.000 presenze turistiche, per 450 milioni di euro di indotto. Quattro le direttrici di lavoro: consolidamento e sviluppo dei voli; ampliamento all’inverno; sviluppo del traffico verso il Nord Europa e di quello domestico.


Airiminum lancia anche una serie di proposte: un comitato strategico con compiti di indirizzo e coordinamento; partnership con le dmc (destination management company) locali, come fatto con Ravenna incoming; un sistema integrato pubblico-privato di promocommercializzazione, dunque bandi pubblici e fondo partecipato da aeroporto, dmc e imprenditori locali, in modo da avere più budget territoriale. E arrivare così, come da accordo di programma in attesa di approvazione di Enac, a 30 destinazioni, tra cui Francoforte, Parigi, Instanbul e Roma, nel 2023, con 22 milioni di euro di investimenti infrastrutturali.

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