Aeroporto Forlì: no ai Vigili del fuoco, slitta la riapertura

Aeroporto Forlì: no ai Vigili del fuoco, slitta la riapertura

Si allungano probabilmente ancora, e la data resta sempre più incerta, i tempi per la riapertura dell’aeroporto “Ridolfi” dopo che la trasferta a Roma, martedì scorso, di Sandro Gasparrini – amministratore delegato della società di gestione, la Fa srl – si è conclusa con un nulla di fatto per quanto riguarda la richiesta di avere un presidio stabile dei Vigili del Fuoco sulla pista.
La situazione sfiora il paradosso, con la nuova proprietà obbligata ad avere un presidio antincendio per vedersi accettato da parte del Ministero dei trasporti e da Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile) il livello di operatività richiesto per lo scalo. Domanda che, allo stesso tempo, non può essere esaudita dagli uffici romani fino a quando l’aeroporto romagnolo non rientrerà tra quelli di interesse nazionale, ristretta rosa meritevole di fruire del supporto ministeriale per i Vigili del Fuoco, e dalla quale il “Ridolfi” è ormai uscito per il perdurante stato di inattività. Lo scalo, infatti, è chiuso dal marzo 2013 dopo il fallimento di Seaf e quello, successivo, di “Air Romagna” con la scellerata parabola che ha visto in prima linea il manager statunitense Robert Halcombe.

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