RIMINI. Adrian Ricchiuti considera Rimini la sua seconda casa, ama i bambini e già dai tempi da
capitano biancorosso si traveste ogni anno da Babbo Natale insieme a compagni, ex
compagni e amici per portare doni ai piccoli del reparto di Oncologia Pediatrica
dell’Ospedale Infermi. Una tradizione che ha portato avanti anche da dirigente e poi da
sportivo che si sente riminese adottivo e cui da qualche tempo ha aggiunto il dono di
qualche uovo di Pasqua in primavera.
Quest’anno, vista anche la situazione coronavirus, insieme a sei amici che avevano
collaborato alla catena della responsabilità #iorestoacasa con cui aveva messo insieme
oltre 90 calciatori e allenatori, ha deciso di estendere il pensiero all’intero personale per
“ringraziare medici, infermieri e personale sanitario della battaglia in prima linea contro un
nemico invisibile e letale che portano avanti per la salute di tutti”.
Martedì mattina ha quindi raggiunto l’Infermi e fatto dono di 260 uova di Pasqua – una
per ogni medico e infermiere – e di due uova da 5 kg l’una per i reparti di Oncologia
Pediatrica e Terapia Intensiva/Rianimazione. Lo ha fatto rappresentando gli altri che
hanno contribuito insieme a lui (Nicola Strazzacapa, il dirigente del Sassuolo Roberto
Carnevali, Paolo Messina, Mario Fucili, Vittorio Collina e Riccardo Conti) e
consegnando anche il biglietto scritto a sette mani “Un grazie di cuore agli “eroi” col
camice” che qui riportiamo:
“Un piccolo pensiero, un simbolo di festa in un momento in cui purtroppo la vita ci riserva
giornate difficili e una prova drammatica da affrontare. Una battaglia contro un nemico
invisibile e letale che voi, dal primo all’ultimo, combattete ogni giorno in prima linea per la
salute di tutti noi. Rischiando la vostra vita per salvare quella di tantissime persone. Oggi
più che mai. Nella speranza che il nostro piccolo pensiero possa diventare occasione per
riuscire a ricavarvi un minuto in cui scambiarsi un augurio nella vostra Pasqua in corsia,
quest’uovo è il nostro modo per dirvi grazie di cuore per il dono che voi ci fate
quotidianamente prendendovi cura di tutti”.

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