Adottata: sta cercando a Cesena il suo padre biologico

CESENA. «Il mio padre biologico abita a Cesena. Sarebbe mio desiderio sapere chi è ma anche poterlo incontrare».

Laura Ciabatta ha 42 anni e vive a Roma. Da un paio di anni oltre alla sua normale vita di tutti i giorni si sta dedicando anche ad una ricerca insolita: scoprire l’identità dei genitori biologici.

Il 50% del lavoro le è già riuscito. Trovando a Bari quella che è stata la madre che l’ha partorita.

“L’altra metà” la sta cercando in Romagna e più per la precisione a Cesena. Dove abita suo padre: di cui per ora non conosce neppure il nome ma che comunque avrebbe piacerebbe poter incontrare.

«Lancio questo appello, perché ad un certo punto della vita ho sentito la necessità di “chiudere un cerchio”. Anche soltanto per rispondere a domande semplici come ad esempio “A chi assomiglio?”».

Laura è nata il 14 gennaio del 1978. A 10 anni di vita le hanno detto di essere stata adottata: cosa avvenuta quando aveva appena due mesi e mezzo. Aveva trascorso i primi tempi in un brefotrofio. Il “Villa Irma”, ora Policlinico Casilino.

«Dopo 40 anni ho deciso di voler conoscere i miei genitori biologici. E mi sono messa a caccia, facendo richiesta d’accesso agli ti e ricorsi al Tribunale dei minori. E, sia pur troppo tardi, sono arrivata prima alla città di Bari».

Era originaria di qui sua madre. L’unico nome che compariva sui documenti ufficiali.

«Si chiama Antonia Selvetti ed era del 1949. Quando sono riuscita a rintracciarla purtroppo un tumore l’aveva già strappata alla vita. Ho però capito di avere un fratello e dei parenti a Bari. La mia madre biologica negli anni 70’ saliva spesso in Romagna d’estate. Per fare la stagione nelle colonie a Cesenatico. È qui che conobbe il mio padre biologico: di cui ipotizzo soltanto che sia un suo coetaneo (quindi ora avrà una settantina d’anni) e di cui so che era all’epoca un rappresentante di commercio».

Una persona alta e castana. Che non ha riconosciuto Laura alla nascita.

«A Bari è ancora in vita un fratello di mia madre. Uno zio biologico che però da 7 anni soffre di una malattia degenerativa che gli fa perdere gradualmente la memoria. All’epoca, “restare incinta” e non essere sposati, era un grande scandalo. Figuriamoci al sud Italia. Questo mio zio ricorda di essere salito fino a Cesena e di essere stato a casa del mio padre biologico, Una persona che conosceva perché “frequentava” mia madre da qualche anno come fidanzato. Non volle riconoscere quella gravidanza. E mio zio ora con la memoria non è più in grado di ricordare nomi o altro. Men che meno le mie cugine baresi, la più grande aveva appena 2 anni e certi discorsi non li poteva recepire».

Laura Ciabatta non perde comunque la speranza: «Anche se allora era uno scandalo avere un figlio fuori dal un matrimonio magari a distanza di tutto questo tempo il mio padre biologico potrebbe anche accettare di farsi conoscere da me. Mi piacerebbe anche soltanto capire a chi assomiglio di più, piuttosto che chiedere i motivi che all’epoca lo portarono a non accettare la gravidanza di mia madre. Chiudere un cerchio di informazioni che riguarda l’inizio della mia vita, insomma. Capire cose del mio passato e chissà: sapere che magari successivamente anche mio padre si è fatto una famiglia. E dopo aver scoperto di avere dei fratelli a Bari sapere chissà… Di averne anche a Cesena…. Di tempo ne è passato. Ma questa storia magari il protagonista l’ha raccontata a qualche suo amico dell’epoca. Lui stesso o chiunque conosca queste vicende potrebbero aiutarmi ora nella ricerca.

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