Addio a Geleng, creò il manifesto di “Amarcord”

RIMINI. Federico Fellini gli aveva chiesto un qualcosa che sprigionasse una «lietezza squillante di una cartolina natalizia, o meglio pasquale», lui si era messo al lavoro e il risultato era stato il celebre manifesto di Amarcord con i volti di tutti i personaggi.
È scomparso due giorni fa a Roma Giuliano Geleng (nato sempre a Roma il 17 agosto 1949), pittore e collaboratore del maestro riminese da Amarcord fino a La voce della luna, film per i quali realizzò le pitture di scena e in particolare i manifesti, oltre che per Amarcord, Casanova e Ginger e Fred.
Era figlio di Rinaldo, anche lui pittore e grande amico di Fellini sin dai suoi primi anni romani, e fratello di Antonello, scenografo e costumista. Una intera famiglia legata a doppio filo con il maestro, sia a livello artistico che personale.
«Caro Giuliano, mi dicono che ieri sera c’eri anche tu alla proiezione e che il film ti è piaciuto molto. È ovvio che la cosa mi lascia completamente indifferente. Dimentica che hai visto il film e dimentica che ti è piaciuto. Pensa piuttosto che l’uscita di Amarcord è prevista tra un mese e si tratta quindi di farci venire qualche ideina per il manifesto… Tu hai qualche idea? Ne dubito; comunque se ne hai scordatene»: così scriveva Fellini nella lettera con cui chiedeva a Giuliano Geleng di mettersi al lavoro per realizzare il manifesto di Amarcord.
Giuliano Geleng aveva anche realizzato nel 2009 i manifesti de La notte rosa. Nel dicembre 2018 venne di nuovo in città per presentare una mostra di sue opere ospitata negli spazi dell’Hotel Duomo.

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